CYBERBULLING. UN NUOVO TIPO DI DEVIANZA.

data di pubblicazione:

25 Settembre 2013

cyberbullismo, civitaSe il bullismo come fenomeno di prevaricazione e di dominio specifico tra bambini è una fattispecie ormai conosciuta nelle sue dinamiche generali, solo recentemente il bullismo online è giunto all’attenzione dei ricercatori e del mondo scolastico e adulto. Il volume di Anna Civita, docente di sociologia generale a Bari, indaga il cyberbullismo, mettendone in evidenza sia gli elementi di continuità che di novità rispetto al bullismo tradizionale.

Prima di definire le caratteristiche delle nuove forme di bullismo digitale, è utile inquadrare brevemente il bullismo come fenomeno generale, che in genere è caratterizzato da tre aspetti: a) l’intenzionalità dei comportamenti atti a offendere posti in essere dal bullo b) la persistenza dei comportamenti aggressivi c) l’asimmetria di potere e di forza fra chi prevarica e chi subisce. Infine, è fondamentale ricordare che il bullismo può assumere forme dirette (aggressioni fisiche, minacce etc) e indirette (isolamento sociale, aggressioni psicologiche etc) e che va sempre monitorato e analizzato il ruolo assunto dal gruppo dei pari nelle dinamiche di aggressione.

Passando ora al bullismo elettronico, va premesso che il fatto che si svolga attraverso la rete e i telefoni cellulari fa emergere in primo piano nuove caratteristiche: il ruolo dell’anonimato (che può rallentare l’inibizione dell’aggressore e rendere più difficile la difesa all’aggredito); la scissione fra il contenuto della comunicazione e l’aspetto fisico; l’allentamento delle remore etiche da parte dell’aggressore, che può sentirsi rinforzato dal contesto virtuale; l’assenza di limiti spazio-temporali, poiché la rete non necessita della compresenza fisica degli attori. Le forme concrete attraverso le quali le condotte di bullismo online sono perseguite sono varie, ma le più comuni sono: le offese, le molestie, le sostituzioni di persona, la denigrazione altrui, la diffusioni di informazioni e immagini private od offensive, l’inganno e infine il cyberstalking, definibile come il ricorso a molestie e  a minacce per provocare paura.

Ponendo a confronto il bullismo tradizionale con il nuovo bullismo elettronico –che sarebbe però più opportuno definire digitale o cyberbullismo-, emergono sia elementi di continuità (aldilà delle diverse forme in cui si esercita e dei diversi contesti di riferimento, le manifestazioni concrete di aggressione e di minaccia sono abbastanza simili), che di diversità (il cyberbullismo non ha virtualmente limiti e confini per agire, per essere visto e riprodotto).

L’autrice si sofferma poi sulle modalità attraverso le quali il bullismo, nelle sue varie declinazioni, può essere individuato e affrontato, soprattutto in riferimento all’ambiente scolastico, che rimane un luogo fondamentale in cui avviene il bullismo e dove di conseguenza è possibile attuare azioni e politiche di prevenzione al fenomeno.

Civita Anna, Cyberbulling. Un nuovo tipo di devianza, FrancoAngeli, Milano, 2011.

Disponibile c/o CESDA.

 

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