L’impatto ambientale del gioco d’azzardo

quanto costa al Pianeta questa filiera?

I bilanci indicano le emissioni finali, ma non sempre rendono pubblici i tre elementi necessari per verificarle: consumo orario, ore di funzionamento e numero di apparecchi.

data di pubblicazione:

24 Agosto 2026

Nel 2025 gli italiani hanno speso 165,3 miliardi di euro nel gioco d’azzardo. Una cifra enorme, dietro la quale c’è anche un’impronta ambientale fatta di elettricità, emissioni e rifiuti elettronici. Slot machine accese nei bar, videolottery nelle sale, terminali per le scommesse, server e miliardi di biglietti e ricevute: quanto costa al Pianeta questa filiera?

I bilanci di sostenibilità di Lottomatica, Sisal e Snaitech, relativi rispettivamente al 2025 e al 2024, permettono per la prima volta di ricostruire almeno una parte del quadro. Ma mostrano anche una lacuna comune: manca ancora una misura semplice e verificabile dei consumi delle macchine da gioco.

  • Lottomatica, il maggiore operatore italiano, ha rendicontato nel 2025 per la prima volta l’impatto ambientale dei prodotti secondo gli standard europei Esrs. L’uso di slot e videolottery è stimato in 19.585 tonnellate di CO₂ equivalente, a cui si aggiungono 5.299 tonnellate legate ai terminali delle scommesse e altre emissioni connesse agli spostamenti dei clienti e alle infrastrutture digitali. Considerando anche la produzione dell’hardware, l’impronta complessiva della catena del valore supera le 54.500 tonnellate di CO₂ equivalente. I rifiuti prodotti ammontano invece a 519 tonnellate.
  • Sisal offre un livello di dettaglio ancora maggiore: nel 2024 il consumo delle tecnologie della rete retail ha generato circa 12.476 tCO₂e, mentre quello degli edifici dei punti vendita ne ha prodotte altre 9.917. L’azienda ha inoltre acquistato 3.551 tonnellate di carta e ricondizionato quasi 30mila apparecchiature elettroniche. Le emissioni complessive hanno raggiunto 67.384 tCO₂e, per il 95% riconducibili allo Scope 3.
  • Più parziale è il quadro fornito da Snaitech. La società dichiara oltre 45mila AWP e VLT installate, ma l’impatto energetico degli apparecchi non è isolabile dai dati della capogruppo. Anche il trattamento a fine vita dei prodotti è considerato non rilevante.

Resta così la domanda più concreta: quanto consuma una singola slot? I bilanci indicano le emissioni finali, ma non sempre rendono pubblici i tre elementi necessari per verificarle: consumo orario, ore di funzionamento e numero di apparecchi. Una trasparenza maggiore consentirebbe di capire meglio l’effetto delle limitazioni orarie imposte da Comuni e Regioni e di valutare l’effettiva

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