La droga cambia rotta

Le isole del Pacifico Meridionale sono investite dal narcotraffico diretto verso i mercati di Australia e Nuova Zelanda

Il fenomeno più allarmante riguarda le Fiji, trasformatesi in un centro per la metanfetamina iniettabile. Qui si è diffusa la pratica del "bluetoothing", che consiste nell'iniettarsi il sangue di un altro consumatore per sentire gli effetti della droga a basso costo. Questo ha causato un’esplosione di contagi di HIV, portando il governo delle Fiji a dichiarare un'epidemia di AIDS nel gennaio 2025.

data di pubblicazione:

11 Agosto 2026

Un articolo sul sito di Internazionale (disponibile per gli abbonati) racconta come il Pacifico meridionale stia vivendo una trasformazione radicale, passando da zona di transito geografico a un vero e proprio “inferno della droga”.
La regione è travolta da una “marea bianca” alimentata dai cartelli sudamericani, che sfruttano la vastità dell’oceano e la fragilità istituzionale delle isole per raggiungere i redditizi mercati di Australia e Nuova Zelanda.
Il narcotraffico ha consolidato rotte che utilizzano mezzi sempre più sofisticati. Nel 2025, sono stati rinvenuti numerosi “narco-sub” (sottomarini artigianali di fabbricazione colombiana) al largo delle Isole Salomone. Oltre ai sottomarini, i trafficanti si mimetizzano tra le migliaia di imbarcazioni turistiche che attraversano le Isole Marchesi o utilizzano navi cargo per nascondere carichi nei container. Una tattica comune prevede l’abbandono di carichi presso isolotti deserti o in mare aperto, dove vengono recuperati da imbarcazioni locali. 
Sebbene inizialmente la droga fosse solo di passaggio, si è creato un mercato locale perché i “facilitatori” isolani vengono spesso pagati in stupefacenti anziché in contanti. In questo modo si introducono consumi di sostanze, sconosciuti precedentemente alle popolazioni locali, aumentando pratiche  estremamente rischiose.
In Australia e Nuova Zelanda, i consumi di cocaina e metanfetamina sono esplosi nel 2024-2025, con incrementi fino al 96% per la metanfetamina in Nuova Zelanda.
Il fenomeno più allarmante riguarda le Fiji, trasformatesi in un centro per la metanfetamina iniettabile. Qui si è diffusa la pratica del “bluetoothing”, che consiste nell’iniettarsi il sangue di un altro consumatore per sentire gli effetti della droga a basso costo. Questo ha causato un’esplosione di contagi di HIV, portando il governo delle Fiji a dichiarare un’epidemia di AIDS nel gennaio 2025.
Il sistema sanitario nazionale, già carente, rischia il collasso totale sotto il peso dei nuovi malati. Inoltre, tracce di fentanyl sono già state rilevate nelle acque reflue, prefigurando una crisi ancora più letale data l’assenza di scorte mediche per le overdose.
Questo fenomeno ha evidenziato differenze strutturali e sociali tra le varie Isole del Pacifico meridionale che si trovano coinvolte in questi traffici. Per quanto riguarda i territori Francesi (Nuova Caledonia, Polinesia Francese), essi dispongono di maggiori mezzi di sorveglianza militare e doganale. Tuttavia, la Polinesia Francese è pesantemente colpita dall’ice (metanfetamina), facilitata dai tre voli giornalieri diretti dagli Stati Uniti. In Nuova Caledonia, sebbene siano stati effettuati sequestri record, si è assistito anche a casi di pescatori locali “dilettanti” coinvolti nel recupero di carichi alla deriva, attirati dalla possibilità di fare grandi guadagni. 

Per quanto riguarda le isole anglofone e indipendenti (Figi, Salomone, Tonga), esse appaiono più vulnerabili a causa di legislazioni obsolete e maggiore corruzione. Le Isole Salomone, ad esempio, non hanno avuto leggi contro il possesso di metanfetamina fino alla fine del 2025. Un problema specifico di queste aree è l’espulsione di criminali dall’Australia e dalla Nuova Zelanda verso i paesi d’origine; questi individui, spesso senza legami locali, finiscono per fondare sezioni regionali di bande criminali, destabilizzando ulteriormente la società.

In sintesi, il Pacifico non è più solo una via di transito, ma un terreno di scontro tra cartelli internazionali e potenze regionali, dove la droga sta erodendo la salute pubblica e la stabilità politica.
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