La gamblificazione del mondo digitale

il volto dell'azzardo minorile

I dati del 2026 impongono un cambio di paradigma

data di pubblicazione:

18 Luglio 2026

Un recente articolo del CentroArca (https://www.centroarca.it/) evidenzia come il gioco d’azzardo tra i giovani stia assumendo dimensioni sempre più preoccupanti, non solo per l’aumento del numero di ragazzi coinvolti, ma soprattutto per il cambiamento delle modalità con cui i minori entrano in contatto con questo fenomeno.

Secondo i dati riportati, una ricerca dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, realizzata con Noto Sondaggi, mostra che il 34% dei ragazzi tra i 15 e i 17 anni ha dichiarato di aver giocato d’azzardo almeno una volta nell’ultimo anno. Ancora più allarmanti sono le elaborazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui i primi contatti con il gioco avvengono ormai intorno agli 11 anni, con alcuni giovanissimi che sviluppano già comportamenti a rischio di dipendenza.

L’articolo sottolinea come il gioco d’azzardo non sia più legato principalmente alle sale scommesse o ai gratta e vinci, ma si sia spostato nell’ambiente digitale. Attraverso videogiochi, social network e piattaforme di streaming, i ragazzi vengono esposti a dinamiche molto simili a quelle dell’azzardo. Il fenomeno, definito “gamblification”, comprende strumenti come le loot box, i sistemi di ricompensa casuale e i contenuti promossi da influencer e tipster, che contribuiscono a rendere il gioco una pratica percepita come normale e priva di rischi.

L’articolo evidenzia inoltre che le tradizionali misure di controllo, come il divieto di accesso alle sale gioco per i minori, non sono più sufficienti, poiché oggi il gioco d’azzardo è facilmente accessibile tramite smartphone e dispositivi digitali. Per questo motivo viene richiamata la necessità di rafforzare gli interventi di prevenzione attraverso programmi di educazione digitale, finanziaria e matematica, che aiutino i giovani a comprendere il funzionamento degli algoritmi, delle probabilità e dei meccanismi psicologici utilizzati dalle piattaforme.

Infine, si sottolinea il ruolo fondamentale di famiglia, scuola e comunità educante. Solo il coinvolgimento di genitori, insegnanti e altre figure educative può contribuire a contrastare la diffusione di una cultura che tende a normalizzare il gioco d’azzardo tra gli adolescenti e a promuovere comportamenti più consapevoli.

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