Cannabis: Italia prima in Europa per consumo tra i giovani

Rapporto europeo sulla droga 2026 dell'Agenzia europea per le droghe (EUDA)

il 21% dei ragazzi italiani ha fatto uso di cannabis nell'ultimo anno, una percentuale superiore a quella registrata in Spagna, Francia e Germania.

data di pubblicazione:

16 Luglio 2026

L’Italia, si legge in un articolo di Vita, si conferma il Paese europeo con il più alto consumo di cannabis tra i giovani. Secondo il Rapporto europeo sulla droga 2026 dell’Agenzia europea per le droghe (EUDA), il 21% dei ragazzi italiani ha fatto uso di cannabis nell’ultimo anno, una percentuale superiore a quella registrata in Spagna, Francia e Germania. Sebbene la più recente Relazione al Parlamento sulle dipendenze segnali un lieve calo dei consumi tra gli studenti – dal 21% nel 2024 al 18% nel 2025 – gli esperti invitano a non abbassare la guardia.

A destare maggiore preoccupazione è l’abbassamento dell’età del primo contatto con la sostanza, che in alcuni casi arriva a soli 12 anni. Un fenomeno che emerge anche dall’esperienza dei centri di ascolto e delle comunità terapeutiche, dove aumentano le richieste di aiuto da parte delle famiglie di ragazzi sempre più giovani.

Un altro elemento critico riguarda la maggiore potenza della cannabis oggi disponibile sul mercato. Secondo gli operatori del settore, il contenuto di principio attivo può essere fino a 10-15 volte superiore rispetto a quello di vent’anni fa, con il rischio di effetti più gravi sullo sviluppo cerebrale degli adolescenti e di una maggiore probabilità di sviluppare dipendenza.

Accanto alla cannabis cresce inoltre la diffusione delle nuove sostanze psicoattive (NPS), droghe sintetiche spesso assunte senza che i giovani ne conoscano composizione ed effetti. Nel 2025 gli accessi ai pronto soccorso per problemi droga-correlati sono aumentati dell’11%, un incremento attribuito in parte proprio a queste sostanze.

Per gli esperti, la risposta non può limitarsi alle tradizionali campagne di prevenzione. Occorre rafforzare i percorsi educativi, investendo nella presenza di educatori, nei luoghi di aggregazione, nello sport e nel sostegno alle famiglie. L’obiettivo è costruire una rete educativa capace di intercettare il disagio prima che si trasformi in dipendenza.

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