L’assemblea generale dell’ONU non rinuncia a sconfiggere l’AIDS

Una dichiarazione politica che si rinnova per il 2030

Questa dichiarazione politica riafferma gli impegni storici assunti dal 2001 e sollecita espressamente tutte le nazioni a intraprendere azioni urgenti nei prossimi cinque anni

data di pubblicazione:

12 Luglio 2026

Porre fine all’AIDS come minaccia per la salute pubblica entro la fine del 2030. E’ la dichiarazione politica dell’Assemblea Generale dell’ONU approvata, lo scorso 24 giugno, con 149 voti favorevoli, otto contrari e 14 astensioni

Allo stesso tempo l’assemblea esprime una profonda preoccupazione per il fatto che il mondo non abbia raggiunto gli obiettivi globali previsti per il 2025.
Questa dichiarazione politica riafferma gli impegni storici assunti dal 2001 e sollecita espressamente tutte le nazioni a intraprendere azioni urgenti nei prossimi cinque anni.
La strategia proposta si basa su una risposta globale coordinata, fondata su evidenze scientifiche e incentrata interamente sulle persone, puntando a una leadership forte e a risposte nazionali integrate multisettoriali.
Winnie Byanyima, direttrice di UNAIDS, ha sottolineato come il multilateralismo sia essenziale per ottenere risultati concreti attraverso quattro pilastri: il sostegno ai finanziamenti internazionali, la tutela dei diritti umani, il coinvolgimento delle comunità locali e l’impulso all’innovazione scientifica affinché le scoperte raggiungano rapidamente chi ne ha bisogno.
Nonostante le sfide, i dati relativi al 2025 mostrano progressi significativi: una riduzione dei decessi del 56% e delle nuove infezioni del 43%.
Attualmente, circa 32,1 milioni di persone (il 78% di chi vive con l’HIV) hanno accesso alle cure. Il rinnovato impegno globale per il 2030 resta la bussola per garantire servizi sanitari e impatto sociale anche oltre tale scadenza.
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