La diffusione delle droghe in Europa: il rapporto dell’Agenzia europea EUDA

Oppioidi sintetici, ketamina e cocaina rappresentano le criticità maggiori

La rapidità con cui queste droghe possono invadere il mercato e causare danni prima che le autorità possano reagire è un fattore di grande preoccupazione. Il rischio è che si verifichi in Europa quanto già accaduto in altre parti del mondo, con una trasformazione dei mercati e un'esplosione dei decessi per overdose.

data di pubblicazione:

10 Luglio 2026

Sul sito Lavialibera  è possibile leggere un articolo sul Rapporto annuale dell’Agenzia europea sulla droga e le dipendenze (Euda), presentato a Bruxelles dalla direttrice Lorraine Nolan. Il rapporto delinea un panorama allarmante sulla diffusione e l’evoluzione del mercato degli stupefacenti in Europa. Il messaggio centrale della direttrice è che la risposta alla crisi non può limitarsi alla sola repressione: “Abbiamo bisogno di sistemi di monitoraggio più efficaci, maggiori investimenti nelle cure, riduzione del danno, supporto alla salute mentale e attività di sensibilizzazione”.
Secondo Nolan, la resilienza del sistema dipende da una stretta cooperazione tra sanità pubblica, sicurezza e settore sociale.
Uno dei pericoli più immediati è rappresentato dagli oppioidi sintetici ad alta potenza, come i nitazeni e le orfine. Nolan ha lanciato un avvertimento molto chiaro su queste sostanze, sottolineando la loro estrema pericolosità: “Alcune sono così potenti che pochi grammi possono rappresentare migliaia di dosi potenzialmente letali”.
La rapidità con cui queste droghe possono invadere il mercato e causare danni prima che le autorità possano reagire è un fattore di grande preoccupazione. Il rischio è che si verifichi in Europa quanto già accaduto in altre parti del mondo, con una trasformazione dei mercati e un’esplosione dei decessi per overdose.
Particolarmente preoccupante è la possibile diffusione di queste sostanze tra i giovani e tra chi non ha tolleranza agli oppioidi.
Un altro fronte critico è quello della ketamina. La direttrice Nolan ha evidenziato come questa sostanza stia cambiando status: “In alcuni contesti, in particolare quelli ricreativi, la ketamina non è più considerata una sostanza di nicchia, ma una droga consolidata”. Spesso consumata in combinazione con la cocaina (anche nella forma nota come “pink cocaine”), la ketamina vede una disponibilità sempre crescente.
Sebbene il numero di persone in cura sia quadruplicato negli ultimi cinque anni, Nolan denuncia come la consapevolezza dei rischi rimanga estremamente scarsa tra i consumatori a scopo ricreativo.
Infine, il rapporto affronta il tema della cocaina, la cui disponibilità resta elevata nonostante una diminuzione del volume complessivo intercettato nel 2024. Nolan nota che i trafficanti stanno adottando spedizioni più piccole e frammentate verso porti minori per eludere i controlli.
La produzione all’interno dei confini europei è inoltre in aumento. Circa 2,5 milioni di giovani adulti hanno consumato cocaina nell’ultimo anno, ma l’allarme più grave riguarda il crack. La direttrice ha concluso sottolineando che i danni legati al crack sono “concentrati tra le popolazioni più vulnerabili” e sono strettamente connessi a fenomeni di senzatetto, violenza, emarginazione sociale e gravi problemi di salute mentale.
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