Il ritratto dei nuovi consumi

meno sigarette, più nicotina

Le sigarette tradizionali continuano a perdere terreno in Italia, ma il consumo di nicotina resta sostanzialmente stabile grazie alla diffusione di nuovi prodotti

data di pubblicazione:

23 Giugno 2026

Il quadro che emerge dal XXVIII Congresso Nazionale Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità riporta un andamento nuovo rispetto al consumo di tabacco. Un articolo della Fondazione Veronesi riprende proprio questi dati sottolineando le novità e le differenze rispetto ai consumi e alle modalità di assunzione.

Le sigarette tradizionali continuano a perdere terreno in Italia, ma il consumo di nicotina resta sostanzialmente stabile grazie alla diffusione di nuovi prodotti come sigarette elettroniche, dispositivi a tabacco riscaldato e bustine di nicotina.

Particolarmente preoccupante è il coinvolgimento di adolescenti e preadolescenti. Secondo un’indagine dell’ISS, oltre 850.000 ragazzi tra i 14 e i 17 anni e circa 93.000 tra gli 11 e i 13 anni hanno utilizzato almeno un prodotto contenente nicotina nell’ultimo mese. Crescono inoltre l’uso quotidiano e il cosiddetto “policonsumo”, ovvero l’utilizzo contemporaneo di più prodotti.
La sigaretta elettronica è oggi il prodotto più diffuso tra gli studenti, seguita dai dispositivi a tabacco riscaldato, che per la prima volta superano le sigarette tradizionali. Tre quarti dei giovani consumatori dichiarano di aver iniziato proprio con questi nuovi prodotti, considerati spesso erroneamente meno dannosi.

Tra le novità emergono le bustine di nicotina, già provate da quasi un adolescente su dieci. Molti utilizzatori riferiscono effetti collaterali come nausea, capogiri e tachicardia, sintomi riconducibili a un’eccessiva assunzione di nicotina.
Anche tra gli adulti il quadro appare complesso. Se il consumo esclusivo di sigarette è sceso dal 30% al 23% tra il 2008 e il 2025, considerando tutti i prodotti contenenti nicotina la riduzione è minima, passando dal 30% al 27%. Il fenomeno è particolarmente evidente tra donne e giovani adulti, che tendono a sostituire le sigarette con altri dispositivi anziché abbandonare la nicotina.

Nel frattempo aumentano le richieste di aiuto per smettere, ma i Centri Antifumo attivi in Italia sono solo 221, un numero ritenuto insufficiente per rispondere alla crescente domanda di assistenza.

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