Droghe e modelli di consumo: la teoria di Zimberg

Secondo Zimberg la maggioranza dei consumatori non sviluppa dipendenza né perde il controllo della propria vita

Zinberg introdusse un modello diventato celebre, quello del set e del setting. Il set riguarda le aspettative, le motivazioni, lo stato psicologico della persona; il setting si riferisce al contesto sociale e culturale in cui avviene il consumo. Insieme alla sostanza, il terzo elemento di questo modello, questi fattori contribuiscono a determinare l’esperienza dell’uso. In altre parole le sostanze non agiscono mai nel vuoto ma interagiscono con persone e ambienti"

data di pubblicazione:

27 Aprile 2026

Le droghe conducono necessariamente ad una traiettoria di perdita di controllo, di dipendenza oppure siamo di fronte ad un fenomeno più articolato e complesso? E’ questa una delle domande che si pone un articolo disponibile sul sito insostanza.it.

Secondo l’articolo, che riprende un editoriale di Roberto Spagnoli, l’uso di droghe, nella narrazione dominante, “(…) viene interpretato quasi esclusivamente secondo un paradigma medico-patologico spesso filtrato attraverso una lettura neurobiologica.
Il fenomeno viene ridotto a un meccanismo cerebrale,  la sostanza agisce sul sistema nervoso, altera i circuiti della ricompensa e produce inevitabilmente dipendenza”.

Ma la sostanza da sola è in grado di fare tutto questo? Non secondo lo psichiatra statunitense Norman Zinberg, che negli anni ’70 propose una prospettiva diversa, che chiamava in causa anche i contesti sociali e culturali in cui vivevano le persone.

Zinberg osservò che, come accade per l’alcol, anche nel caso delle sostanze illegali la maggioranza dei consumatori non sviluppa dipendenza né perde il controllo della propria vita.

“Ciò che rende possibile questo uso controllato non è tanto la natura della sostanza quanto l’esistenza di norme sociali, di rituali, di forme di apprendimento collettivo che regolano il consumo.
Per spiegare questo fenomeno Zinberg introdusse un modello diventato celebre quello del set e del setting. Il set riguarda le aspettative, le motivazioni, lo stato psicologico della persona; il setting si riferisce al contesto sociale e culturale in cui avviene il consumo.
Insieme alla sostanza, il terzo elemento di questo modello, questi fattori contribuiscono a determinare l’esperienza dell’uso. In altre parole le sostanze non agiscono mai nel vuoto ma interagiscono con persone e ambienti”.

Se i modelli di consumo quindi dipendono anche da norme sociali e culturali dell’uso, allora la questione non è semplicemente proibire o reprimere ma comprendere come le società costruiscano modi più o meno regolati di rapportarsi alle sostanze.

Sostanze che a livello globale sono sempre più diffuse trasversalmente, per cui continuare ad interpretare il loro uso”(…)  esclusivamente attraverso la lente della patologia significa ignorare la realtà e significa anche impedire lo sviluppo di politiche efficaci e razionali.
Un approccio pragmatico dovrebbe partire proprio da qui: riconoscere che l’uso di droghe esiste che assume forme diverse e che non coincide automaticamente con la dipendenza.
E questo non significa ovviamente negare i rischi o minimizzare i problemi ma affrontarli con strumenti più adeguati.
Informazione, riduzione dei rischi e dei danni, educazione in contesti d’uso, regolazione sociale. Insomma, tutte strategie che presuppongono una visione del fenomeno pragmatica, razionale, non ideologica.

La lezione di Zinberg resta preziosa proprio per questo: ci invita a guardare oltre gli stereotipi, oltre la paura, oltre la semplificazione patologica e soprattutto ci ricorda che dietro la parola droga non ci sono soltanto molecole o recettori cerebrali ma persone, culture, contesti sociali.

 

 

 

 

 

Ti potrebbe interessare anche
23 Giugno 2026

Il ritratto dei nuovi consumi

meno sigarette, più nicotina

22 Giugno 2026

Invecchiare con l’HIV

Il 5 giugno si celebrano i Long Term Survivors

22 Giugno 2026

Rapporto europeo sulle droghe 2026

Rapporto dell'EUDA sulla situazione della droga in Europa

21 Giugno 2026

Tra psicofarmaci e droghe: una riflessione

Oggi la barriera che separava ancora farmaci e droghe è stata abbattuta

20 Giugno 2026

WAX e miscele psicoattive

Espongono i consumatori a rischi esponenziali e imprevedibili

19 Giugno 2026

GENERICAMENTE

un podcast sulla medicina di genere

18 Giugno 2026

Conferenza Internazionale sull’AIDS: 26ª edizione

Si terrà a Rio de Janeiro dal 26 al 31 luglio 2026

18 Giugno 2026

Dipendenza da videogiochi

alcuni generi sono più rischiosi di altri

17 Giugno 2026

L’importanza di riconoscere i disturbi alimentari in età precoce

un caso studio inglese

16 Giugno 2026

Si abbassa a tredici anni la contraccezione gratuita

La regione Toscana è tra le prime esperienze in Italia

16 Giugno 2026

Il progetto Poggio Asciutto compie 40 anni.

La Comunità Terapeutica pubblica è riuscita in questi anni a rispondere adeguatamente ai bisogni degli utenti

15 Giugno 2026

Come sta cambiando il consumo di tabacco

La situazione tra i giovani toscani

14 Giugno 2026

Gorgona: il documentario che osserva da vicino l’ultima colonia penale agricola d’Europa

13 Giugno 2026

Chemsex, un fenomeno sempre più visibile

tra ricerca di libertà e rischi per la salute

12 Giugno 2026

Social media e meccanismi di attivazione

Capire i meccanismi di funzionamento aiutano a trovare strategie per regolare l'utilizzo

11 Giugno 2026

L’AMANITA MUSCARIA IN TEMPO DI GUERRA

Il fungo sta trovando un utilizzo per alleviare i sintomi dello stress da conflitto armato

10 Giugno 2026

Aumentare il prezzo delle sigarette

può essere la soluzione per smettere di fumare?

9 Giugno 2026

HIV e Medicina di genere

problematiche nei percorsi di salute femminile

8 Giugno 2026

Aumenta la disponibilità di ketamina in Europa

La maggior parte viene da produzioni legali che vengono deviate versi circuiti illegali

7 Giugno 2026

Sostanze psicoattive per riti magico- terapeutici e religiosi

In alcune regioni dell'Africa nera queste sostanze vengono applicate attraverso gli occhi