l’uso dell’intelligenza artificiale tra i giovani: una indagine

Save the children

Per molti adolescenti e giovani adulti, l’intelligenza artificiale stia assumendo una duplice funzione, da un lato come “confidente digitale” in momenti di fragilità e dall’altro come “guida strategica” per il futuro, evidenziando una profonda integrazione di queste tecnologie nella quotidianità emotiva e decisionale della nuova generazione

data di pubblicazione:

27 Gennaio 2026

Il 41,8% di ragazzi e ragazze ha ammesso di aver cercato l’aiuto dell’IA in momenti di particolare vulnerabilità emotiva, quando provava tristezza, solitudine o ansia, mentre una percentuale simile, oltre il 42% vi ha cercato consigli su scelte importanti, come quelle inerenti alle relazioni, ai sentimenti, alla scuola e al lavoro. Sono dati che si trovano nella XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio in Italia, realizzato da Save the Children, dal titolo: Senza filtri. 

I giovani tra i 15 e 19 anni che utilizzano l’IA, anche per altri motivi, sono il 92,5%. Tutti dati che raccontano “(…) come per molti adolescenti e giovani adulti, l’intelligenza artificiale stia assumendo una duplice funzione, da un lato come “confidente digitale” in momenti di fragilità e dall’altro come “guida strategica” per il futuro, evidenziando una profonda integrazione di queste tecnologie nella quotidianità emotiva e decisionale della nuova generazione”.

Un utilizzo non necessariamente dovuto al sentimento di solitudine che ormai sembra essere comune alle generazioni, quanto piuttosto dalla difficoltà di relazione, in particolare con gli adulti, come sostenuto da un importante 31% degli intervistati. Anche la paura di essere giudicati o di non essere all’altezza delle aspettative sembra spingere i giovani verso relazioni virtuali.

Relazioni dove però manca l’elemento del confronto, esercizio essenziale per suscitare e gestire emozioni, siano esse negative o positive.

“Invece frustrazione, insoddisfazione, rabbia, ansia, senso di inadeguatezza, e insieme tutti i loro opposti sono tutte emozioni che ogni essere umano, volente o nolente, si trova ad attraversare nel corso della vita. Bisogna imparare a riconoscerle, abitarle, sopportarle, superarle. Se invece le emozioni negative non compaiono mai, oppure non ci si concede il tempo di restare in loro compagnia anche solo per qualche minuto, i “muscoli” emotivi e psicologici che servono per affrontarle non riescono a svilupparsi. Così molti adolescenti, ma non solo loro, non trovano altro modo per reagire se non spegnersi, isolarsi o reagire con rabbia”.

Se l’IA sarà sicuramente uno strumento sempre più utilizzato da giovani e non solo, sempre meno sembrano essere gli spazi pensati per confrontarsi con gli altri. Un confronto basato non solo sullo stare insieme, ma anche sul fare insieme, riconoscendo così la figura degli altri.

 

 

 

 

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