Il fentanyl tra scienza e politica

Sono in atto sperimentazioni per trovare un vaccino contro le overdose da fentanyl

data di pubblicazione:

20 Gennaio 2026

Come fermare le morti da fentanyl? Quali sono le strategie messe in campo per fermare questa “epidemia sanitaria” che da anni sta colpendo gli USA ? Secondo un articolo sul sito Salute Internazionale ci sono vari tentativi in atto, che però, anche se riuscissero, non riuscirebbero a risolvere il problema definitivamente.

Il primo tentativo è di origine politica. “A novembre 2025, durante un teso incontro fra Trump e Xi Jinping, è successo qualcosa di inedito: Pechino ha accettato di inserire 13 sostanze-madri del fentanyl nella lista dei prodotti chimici soggetti a licenza speciale per l’export verso Stati Uniti, Canada e Messico, in cambio di una riduzione dei dazi del 10%. Non parliamo del farmaco in sé, ma dei mattoni chimici senza i quali i laboratori clandestini non possono produrre fentanyl”.

Il secondo tentativo di fermare le morti di fentanyl è di origine scientifica. “Due anni fa, JR Rahn ebbe un’idea: e se si potesse trattare la tragedia del fentanyl come una normale epidemia sanitaria? E se fosse possibile creare un vaccino contro il fentanyl? Rahn aveva i mezzi per cercare una risposta. Multimilionario grazie alla medicina psichedelica, fondatore di una delle prime aziende del settore a finire in borsa (Ovax Inc), ha reclutato i ricercatori di Harvard e dell’Università di Houston con l’obiettivo di sviluppare un vaccino contro gli oppioidi”.

Rahn, che nel passato è stato un consumatore problematico di droghe, accusa l’industria farmaceutica di scarsa immaginazione e mancanza di coraggio nel fronteggiare la crisi del fentanyl.

“L’idea dietro al vaccino non è prevenire l’uso, ma impedire alla molecola di superare la barriera emato-encefalica: il sistema immunitario “neutralizza” la sostanza prima che raggiunga il cervello. Gli studi preclinici sono promettenti e le prime sperimentazioni sugli animali anche. Se funzionasse, sarebbe il primo farmaco in grado di trasformare un’overdose potenzialmente letale in un evento gestibile”, permettendo di ridurre il numero degli eventi letali.

Ma per ottenere un vaccino efficace sulle droghe, e fino ad ora tutti i tentativi sono falliti ( vedi quello sulla cocaina e nicotina) servono grandi investimenti e tempo. Inoltre dopo il Covid-19 la fiducia nei vaccini si è molto ridotta e poi  anche “(…) ammesso che funzioni, resta poi il problema più grande: chi se lo farà iniettare? Il fentanyl colpisce spesso per caso, e convincere gli “utenti occasionali” a vaccinarsi, magari anche con più richiami, sembra un’impresa ardua”.

La conclusione dell’articolo è che “(…)  il punto non è solo fermare una molecola: è capire se l’umano riesce ancora ad alzare la testa davanti a un problema che sembra più grande di lui. E allora combattere davvero non significa solo salvare chi cade, ma riparare il terreno su cui inciampiamo tutti. Perché il disagio non è una scelta individuale, ma un prodotto collettivo”.

 

 

 

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