La vaccinazione contro l’HPV procede lentamente

complice anche la bassa consapevolezza dei genitori sulla pericolosità del virus

L'infezione da HPV è la più comune delle infezioni a trasmissione sessuale. Talvolta, per trasmettere l'infezione, è sufficiente un semplice contatto nell'area genitale (rapporto sessuale non completo)

data di pubblicazione:

19 Gennaio 2026

La vaccinazione contro il virus del papilloma umano (Papilloma virus o HPV) è ancora poco praticata tra i giovani tra gli 11 e 12 anni  in Italia. Un articolo sul sito Quotidiano sanita.it, approfondisce questa tematica.

La diffidenza da parte dei genitori verso il vaccino e una bassa considerazione sulla sua pericolosità, sembrerebbero essere delle motivazioni che rendono ancora troppo basso il numero di giovani vaccinati.

Vaccino che “(…) potrebbe prevenire quasi tremila morti l’anno in Italia dovuti ai tumori correlati all’infezione, ma nel nostro paese sette genitori su dieci credono che invece questa forma di prevenzione non sia utile, e per otto su dieci l’Hpv non è una malattia grave.

L’infezione da HPV è la più comune delle infezioni a trasmissione sessuale. Talvolta, per trasmettere l’infezione, è sufficiente un semplice contatto nell’area genitale (rapporto sessuale non completo).

La presenza di portatori sani è molto frequente nella comunità. In genere sia l’uomo che la donna non presentano manifestazioni evidenti dell’infezione, sebbene siano in grado di trasmetterla. Il profilattico (o condom), deve sempre essere utilizzato per la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale, ma non garantisce la completa protezione nei confronti del virus HPV.

Ad indagare sugli atteggiamenti dei genitori verso il vaccino è stato il progetto europeo Perch.

“Alla scarsa fiducia nell’efficacia del vaccino si aggiungono dubbi sulla sicurezza, con il 40% dei genitori intervistati che dichiara di aver paura degli effetti avversi. A questo si aggiunge inoltre una difficoltà nel raggiungere i centri vaccinali, percepita dal 70% degli intervistati, e anche il fatto che 6 su 10 non sanno che il vaccino è gratuito. Il risultato è che, come dimostrano i dati del ministero della Salute, in Italia nessuna regione ha raggiunto il 95% delle coperture, che variano da un massimo del 77% raggiunto dalla Lombardia al 23% della Sicilia”.

Il progetto Perch a livello regionale (Puglia), per superare molte delle barriere che ancora limitano l’adesione alla vaccinazione ha deciso di puntare sulla prevenzione nelle scuole.

“Il progetto ha coinvolto 29 scuole e i risultati sono stati significativi: tra gli 11 e i 12 anni la percentuale di chi ha completato il ciclo vaccinale è cresciuta in modo netto rispetto alla media regionale. Per le ragazze si è passati dal 57% al 73%, mentre per i ragazzi l’aumento è stato ancora più marcato, dal 45% al 67,4%. Dati che mostrano come la scuola possa diventare un luogo chiave per promuovere la salute, favorendo una prevenzione più equa e capillare e contribuendo in modo decisivo a colmare il divario nelle coperture vaccinali”.

 

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