UN GIOVANE SU DIECI USA ANSIOLITICI. IL MERCATO NERO IN RETE

data di pubblicazione:

19 Marzo 2012

I genitori andavano in farmacia, ordinavano il Plegine, anfetamina, e tiravano avanti per un po’. Studio, lavoro o chissà cos’altro. Niente ricetta, tutto in regola. I ventenni di oggi, invece, usano altri psicostimolanti. E se in farmacia non te li danno, meglio comprarli online, per strada, a scuola oppure a casa di amici.

Pillole per dormire, gocce per calmarsi, anoressizzanti, ansiolitici.
Stessa storia: l’ uso è diffuso, il ventaglio di scelta è spalancato, così come quello dei rischi connessi. Gli ultimi dati sul consumo degli psicofarmaci in Italia sono inquietanti: quasi il 5% dei giovani under 30 ne fa un uso regolare; il 15,4% lo ha fatto almeno una volta nella vita; l’ 11,9% solo nell’ ultimo anno. Le fragilità dei giovani sembrano essere combattute così. Da soli, a suon di farmaci. E senza prescrizione, come nel 7,5% dei casi. Un dato che sale all’ 11,7% nei ragazzini tra i 15 e i 19 anni, che se li prendono in discoteca al posto delle pasticche. Uno su tre dei giovanissimi consumatori ci spende più di 90 euro al mese. È lo spaccato di una gioventù imbottita di medicinali. I numeri parlano di un 16,7% di utilizzatori tra le prime generazioni di figli di divorziati e il 15,3% tra chi vive con un solo genitore contro l’ 11,2% delle famiglie tradizionali. In generale, sono le donne le maggiori consumatrici, con il 5,8% di acquirenti abituali, quasi il doppio rispetto agli uomini. L’ esatto opposto di ciò che accade con le droghe, dove sono gli uomini i più assidui. È il risultato che emerge da due studi tra i più importanti del settore, in anteprima per il Corriere e Solferino 28/anni : Espad (campione di 50 mila giovani scolarizzati) e Ipsad (su altri 11 mila casi). Ricerche declinate in tutta Europa e in Italia affidate all’Istituto di Fisiologia clinica del Cnr. Gli anni scorsi, lo scenario era meno allarmante: 3,6% di consumatori abituali. I ventenni d’Italia che comprano sonniferi, dal 2007 al 2011, sono passati dal 3,1 al 5,8%, ansiolitici dal 5,9% al 9,8%, antidepressivi dal 2,4% al 3%.
Solo l’ 80% dei farmaci, tuttavia, viene comprato legalmente. Il 7,5% dei giovani acquista medicinali senza prescrizione, mentre un altro 7,7% compra da un generico «conoscente». Il restante 5% se li procura nell’ ombra, in «altro modo». Sabrina Molinaro, si occupa di Ipsad e Espad dal 2000, «li ho visti crescere» dice, con al fianco una giovane ricercatrice, Valeria Siciliano. «Ciò che preoccupa – afferma Molinaro – è la facilità con cui si riesce a procurarsi i farmaci, soprattutto via Internet». Sono giorni di crisi e di liberalizzazioni. Tempi in cui, a Milano, un farmacista, il dottor Paolo Gradnik, promuove il Tavor al 3×2 per contestare il governo. Tema delicato: come cambia l’accesso agli psicofarmaci in deregulation ? «Aumenti dell’ offerta – conclude Molinaro – fanno registrare incrementi del consumo: è l’economia di mercato».

Corriere della Sera, 18 marzo 2012

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