Fenomeno gioco d’azzardo: per il CNCA serve maggiore attenzione

Gli studenti che hanno giocato d'azzardo nell'ultimo anno sono quasi un milione e mezzo, il 57%

Quasi un milione e mezzo di studenti – pari al 57% della popolazione studentesca – dichiara di aver giocato d’azzardo nell’ultimo anno e che i dati relativi ai profili di gioco “a rischio” e “problematico” sarebbero nell’ordine di 80.000 giovani

data di pubblicazione:

2 Ottobre 2025

L’attenzione delle istituzioni verso il gioco d’azzardo è debole e frammentata. Secondo un articolo sul sito del Cnca (Coordinamento nazionale comunità accoglienti) il fenomeno del gioco d’azzardo non è riconosciuto come una dipendenza comportamentale alla stessa stregua delle dipendenze da sostanze.

Considerazione fatta in base alla lettura della Relazione al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia 2025.

Da questa lettura, secondo l’articolo, il gioco d’azzardo viene relegato in una sezione secondaria e manca “(…) un’analisi approfondita e una riflessione sull’impatto del gioco nella popolazione adulta, sulle infiltrazioni criminali nel comparto legale e sulle diseguaglianze territoriali nella presa in carico.

Emergono, inoltre, significative carenze nei dati riguardanti le persone assistite dai SerD territoriali – per non parlare di quelle in carico al privato sociale –, ostacolando così un’analisi esaustiva della domanda di trattamento, essenziale per una utenza storicamente restia a intraprendere percorsi di cura”.

A tutto questo si aggiunge il fatto che un sempre maggior numero di giovani è coinvolto nel gioco d’azzardo. “

Quasi un milione e mezzo di studenti – pari al 57% della popolazione studentesca – dichiara di aver giocato d’azzardo nell’ultimo anno e che i dati relativi ai profili di gioco “a rischio” e “problematico” sarebbero nell’ordine di 80.000 giovani”. 

Di questi ultimi i maschi sono quelli che giocano di più e mostrano una “(…)  maggiore inclinazione verso comportamenti a rischio, tra cui furti, atti vandalici, conflitti con le forze dell’ordine e consumo di sostanze legali e illegali, rispetto ai coetanei che non praticano il gioco d’azzardo”.

Giovani che giocano sempre più online, circa 320.000 studenti, pari al 13% del totale, hanno dichiarato di aver scommesso su internet nel 2024, senza alcun filtro o controllo reale.

E quella del controllo rimane un fattore essenziale per questo settore.

“La distinzione tra “gioco legale” e “gioco illegale” e l’artificio del “gioco sicuro” si rivelano sempre più illusori.

Le Relazioni 2024 dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) e della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) confermano, infatti, che anche il canale legale è soggetto a infiltrazioni mafiose, e che il mito secondo cui la legalità rappresenterebbe una barriera alla criminalità organizzata si scontra con dati e indagini ufficiali”.

Purtroppo l’ eliminazione dell’Osservatorio nazionale per il contrasto alla dipendenza da gioco e del relativo fondo, con la Legge di Bilancio 2025, non aiuta a monitorare queste situazioni.

Altro punto critico che emerge è l’aumento dei conti gioco attivi nel gioco telematico, che hanno raggiunto il numero considerevole di 20milioni.

Numeri che andrebbero contenuti senza badare al gettito erariale che ne consegue. Un contrasto però che si rende difficile dall’applicazione disomogenea e spesso inefficace dei Piani Regionali per la Prevenzione, secondo l’articolo. 

Nelle conclusioni si ribadisce sia l’urgenza di una strategia nazionale integrata, che affronti il gioco d’azzardo come problema sanitario, sociale ed educativo, ma “(…)  soprattutto, serve un cambio di sguardo culturale: l’azzardo non è un settore da “promuovere normalizzando”, ma una piaga sociale che cresce nel silenzio e nella disattenzione”.

 

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