Sono necessari più studi sulle sostanze psichedeliche

Il costo elevato delle sperimentazioni rende limitato il numero dei partecipanti e quindi la loro rappresentatività

Sebbene gli scienziati abbiano studiato preliminarmente queste sostanze negli anni '50 e '60, la maggior parte della ricerca è stata condotta nell'ultimo decennio. A questo si aggiungono altri problemi, quali gli alti costi delle sperimentazioni sulle persone e la limitata dimensione dei gruppi di sperimentazione.

data di pubblicazione:

25 Agosto 2025

Un articolo sulla rivista National Geographic si interroga se le sostanze psichedeliche rappresentano davvero una cura per alcuni disturbi, quali la depressione, il disturbo da stress post-traumatico e l’abuso di sostanze, persino per condizioni fisiche come il dolore cronico.

I media da anni stanno dando molto risalto a questa nuovo interesse scientifico per le sostanze psichedeliche e soprattutto ai suoi risultati positivi.

La conseguenza di questi studi è “(…) che tre stati americani, Oregon, Colorado e New Mexico, hanno creato percorsi per la somministrazione legale di sostanze psichedeliche. E almeno in parte grazie alle notizie positive provenienti dalla ricerca, l’uso illegale di queste sostanze, una categoria che include la psilocibina (il principio attivo dei funghi allucinogeni), la dietilammide dell’acido lisergico (LSD), l’ayahuasca e altri composti che alterano la coscienza, è aumentato in tutti gli Stati Uniti.

Ad esempio, l’uso di psilocibina nelle persone di età superiore ai 30 anni è aumentato di quasi il 200% tra il 2019 e il 2023, con molti che hanno dichiarato di aver assunto la droga per migliorare una condizione di salute mentale o un dolore cronico.

Ma secondo l’articolo gli studi per confermare l’efficacia terapeutica di queste sostanze sono ancora limitati.

Sebbene gli scienziati abbiano studiato preliminarmente queste sostanze negli anni ’50 e ’60, la maggior parte della ricerca è stata condotta nell’ultimo decennio.

A questo si aggiungono altri problemi, quali gli alti costi delle sperimentazioni sulle persone e la limitata dimensione dei gruppi di sperimentazione.

Per quanto riguarda i costi, secondo Michiel van Elk, neuroscienziato cognitivo dell’Università di Leida nei Paesi Bassi, sottoporre un singolo partecipante a uno studio psichedelico può costare decine di migliaia di dollari. Per questo motivo le dimensioni dei gruppi restano piccole in confronto ad altri studi di farmaci.

“Uno studio molto pubblicizzato che ha dimostrato i benefici della psilocibina per la depressione maggiore ha coinvolto appena 27 partecipanti. Solo 39 persone hanno invece preso parte a uno studio che ha documentato i vantaggi dell’LSD nel trattamento dell’ansia”.

Anche raggruppando più studi clinici si è visto che il numero di partecipanti raggiunto non è pienamente rappresentativo.

Anche le metodologie utilizzate dagli studi stanno incontrando problemi. Anche con quelle più affidabili, come il “doppio cieco”, è difficile “nascondere” ai partecipanti il fatto che hanno assunto una sostanza psichedelica quando iniziano a cantare o le loro mani scompaiono davanti ai loro occhi”.

Inoltre nessuno vuole assumere i placebo e molti rimangono delusi da non aver assunto la sostanza psichedelica. Questa delusione, secondo i ricercatori,  può distorcere i risultati, portando i soggetti che assumono placebo negli studi sulle sostanze psichedeliche a sottostimare i miglioramenti.

L’ultima questione che affronta l’articolo è sulla dipendenza. Recentemente la Food and Drug Administration (FDA), l’ente del governo USA che si occupa dell’approvazione dei farmaci, ha respinto uno dei farmaci più studiati, la metilenediossimetanfetamina (MDMA, nota anche come ecstasy), come trattamento per il disturbo da stress post-traumatico.

“I membri del comitato hanno lamentato che la società che ha presentato la domanda, Lykos Therapeutics, non ha chiesto ai partecipanti allo studio se avessero provato euforia o esaltazione durante l’assunzione del farmaco, un sintomo che potrebbe indurre alcuni ad abusarne in seguito. Negli Stati Uniti, oltre due milioni di persone fanno uso illegale di MDMA, noto comunemente come Ecstasy o Molly, rendendolo la quarta droga più diffusa dopo marijuana, cocaina e metanfetamina”.

Anche se la psilocibina e l’LSD sono meno suscettibili di creare dipendenza psicologica rispetto all’MDMA, sostiene Frederick Barrett, queste sostanze devono essere valutate anche per questo potenziale nell’ambito degli studi.

Ed è per questo motivo che “(…) le aziende farmaceutiche stanno lavorando alla produzione di sostanze psichedeliche che apportino benefici alla salute senza indurre allucinazioni o euforia che potrebbero portare le persone a ricercare queste sostanze”.

 

 

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