Indagine conoscitiva sulla condizione dei minori in Italia

"aggressività e violenza, dovute all’uso di alcol e sostanze, appaiono in costante aumento nella popolazione giovanile, con crescente ed elevato impatto sociale"

relazione finale dell'Indagine conoscitiva sul degrado materiale, morale e culturale nella condizione dei minori in Italia, con focus sulla diffusione di alcool, nuove droghe, aggressività e violenza

data di pubblicazione:

13 Dicembre 2024

Nei giorni scorsi è stata presentata la relazione finale dell’Indagine conoscitiva sul degrado materiale, morale e culturale nella condizione dei minori in Italia, con focus sulla diffusione di alcool, nuove droghe, aggressività e violenza. Si tratta della relazione finale realizzata dalla Commissione Parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, di cui riportiamo alcuni passaggi.

ADDICTION “Altro fenomeno in costante aumento nella popolazione giovanile è quello dell’addiction. Dalle ricerche condotte da alcuni istituti specializzati sui trend evolutivi di condotte e atteggiamenti adolescenziali, emerge un costante incremento dei comportamenti a rischio. Si sta espandendo la cultura dell’addiction, ovvero quell’orientamento alla sostanza che dà qualcosa in più, ma sono altresì in crescita altre tipologie di dipendenze comportamentali, come il gioco d’azzardo, la pratica di sport estremi, la guida spericolata su strada”

BULLISMO “Tra i comportamenti a rischio dell’età adolescenziale e preadolescenziale un’attenta analisi meritano i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, che sono caratterizzati da manifestazioni violente e intenzionali, di tipo verbale, fisico, sociale, ripetute nel tempo da parte di un singolo o da più persone, anche online. Esiste uno squilibrio di potere tra chi aggredisce, per ferire e umiliare, e chi subisce e non riesce a difendersi.

Si tratta di fenomeni che esprimono intolleranza e non accettazione verso chi è ritenuto diverso per etnia, religione, caratteristiche psicofisiche, identità di genere o per particolari realtà familiari.
Il fenomeno ha origine prevalentemente in ambito scolastico e rappresenta una fonte non trascurabile di costi per il sistema economico, sociale, educativo, e giudiziario. Diversi studi indicano anche un’associazione fra essere stato vittima di atti di “bullismo” e abbandono scolastico.

Secondo i dati messi a disposizione della Commissione, il bullismo non riguarda principalmente i ragazzi/ragazze delle scuole superiori, infatti gli atti di bullismo subìti a scuola sono più frequenti nei più piccoli (11-13 anni) e nelle ragazze; per il bullismo le proporzioni sono simili a quelle del 2017-18. Il fenomeno del cyberbullismo è invece in crescita nelle ragazze e nei ragazzi di 11 e 13 anni. I due fenomeni decrescono al crescere dell’età.”

AGGRESSIVITA’ E VIOLENZAAggressività e violenza, dovute all’uso di alcol e sostanze, appaiono in costante aumento nella popolazione giovanile, con crescente ed elevato impatto sociale. C’è grande allarme sui reati dei minori e delle bande giovanili, sul consumo di alcol e di stupefacenti e sulle altre dipendenze patologiche non meno gravi come ad esempio quelle dal web, tra cui il gioco on line ma anche le dipendenze di natura psicologica da altre persone, ossia le forme immature di relazione, che spesso si instaurano anch’esse per via telematica.

È evidente, come rilevato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano, il legame tra il consumo di sostanze psicoattive, incluso l’alcol, e altri comportamenti a rischio, tra cui quelli violenti. Quando si parla di violenza è inclusa anche quella digitale, non soltanto quella fisica, così come quella fra le mura domestiche o nelle relazioni affettive.
Nel 2023, circa il 40% degli studenti minorenni ha partecipato a risse, mentre il 14% ha preso parte a episodi di violenza collettiva, il 6% ha danneggiato di proposito beni pubblici o privati, percentuale che equivale rispettivamente al 7,6% e al 4,2%, se si considera chi lo ha fatto dopo aver bevuto alcol o dopo aver assunto sostanze.

Vi è, poi, una percentuale di studenti che già in questa fascia di età ha avuto problemi con le Forze dell’ordine o si è reso protagonista di gravi aggressioni fisiche, tanto da richiedere l’intervento di un medico: l’8,1% nel primo caso e il 6,5% nel secondo. Nel mondo digitale, nello stesso anno, il 30% dei minorenni è stato attivamente coinvolto in atti di cyberbullismo, anche senza partecipazione attiva, il 10% circa ha assistito a una scena di violenza filmata da altri con il cellulare, mentre il 2% ha riferito di averla filmata direttamente.”

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