società ludica e gioco d’azzardo

in questo tipo di società godimento e ricchezza diventano i riferimenti principali

La società ludica si instaura quando non ci sono più riferimenti di contenimento alla gamefication, che significa ridurre tutto al gioco, inteso come puro piacere

data di pubblicazione:

22 Giugno 2024

Il gioco d’azzardo è oggi una delle espressioni della personale volontà che ognuno di noi ha di godere e di provare piacere. Questa naturale e sacrosanta propensione è diventata patologica, perché viene condizionata dal contesto ludico e deregolamentato in cui viviamo, tanto che il gioco d’azzardo viene vissuto come una fonte di piacere, uno svago. Con queste parole il professore Gabriele Di Francesco cerca di contestualizzare il gioco d’azzardo nel nostro paese sul blog LA VITA COME UN GIOCO.

Secondo Di Francesco il primo responsabile della diffusione del gioco d’azzardo e dei conseguenti comportamenti additivi è lo Stato. L’Italia rappresenta un caso emblematico perché mette il monopolio sul gioco d’azzardo nonostante la Costituzione e il Codice penale lo considerino illegale. Considerandolo legale lo Stato crea un contesto di gioco pervasivo, dove è possibile giocare in ogni dove e in ogni momento della giornata.

Questo fa si che si registri “(…)  un aumento costante del gioco d’azzardo sia in termini di volume economico del giocato sia in termini di numero di giocatori. Si tratta di un trend che si sta verificando pressoché in ogni parte del mondo. Il contesto inoltre ci dice che le Regioni italiane con minor reddito medio pro capite registrano numeri maggiori di gioco d’azzardo. Tale proporzione – tra una maggior povertà e un maggior volume di giocato e di giocatori – è una costante in quasi tutti i Paesi del mondo. Questo accade sia dove ci sono leggi e norme più restrittive sia all’opposto dove c’è maggior liceità.”

Questo crea una percezione di normalità tra le persone, per un gioco che però può comportare diversi rischi, tra cui la dipendenza. Manca una consapevolezza dei rischi che si corrono vivendo in quella che Di Francesco chiama società ludica, che si “(…) instaura quando non ci sono più riferimenti di contenimento alla gamefication, che significa ridurre tutto al gioco, inteso come puro piacere.” 

In questo modo il gioco d’azzardo “(…) rappresenta una fuga dallo stress e dai problemi. Essendo a portata di mano, potendoci giocare comodamente dal divano di casa che ci dà una sensazione di sicurezza, non viene più percepito come rischioso. Possiamo dire che il gioco d’azzardo ha conquistato una dimensione familiare.”

Sempre l’autore sottolinea che una società ludica elimina il limite tra lavoro/dovere e gioco/piacere, dove non c’è mai un game over. Stiamo assistendo ad una trasformazione sociale, ma anche ad una etica. E in una società in cui mancano riferimenti valoriali forti è difficile trovare delle cure a certi fenomeni quali il gioco d’azzardo.

Concludendo Di Francesco sostiene che “(…) sono stati i costrutti di una società malata, sostenuta da un mercato manipolatorio con la compiacenza dei governi, a trasformarci in homo ludens. La dimensione ludica non è una dimensione di libertà, ma di schiavitù. La fuga è solo illusoria, in realtà ci stiamo imprigionando in una dipendenza. La soluzione sta anzitutto nella cultura. Infatti quando c’è una forte carenza culturale, mancano gli strumenti per una vera e sana educazione, perché senza cultura non può sussistere nemmeno l’etica. 

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