ANNA PAOLA LACATENA SU E-CIG, PIACERE E GIOVANI

i cambiamenti sul consumo di tabacco nei giovani

Per i più giovani, spesso, l’utilizzo di e-cig è traducibile in una sorta di facilitatore della relazione tra pari e di garante dell’appartenenza.

data di pubblicazione:

27 Maggio 2023

Anna Paola Lacatena, sociologa e coordinatrice del Gruppo “Questioni di genere e legalità” della Società italiana delle tossicodipendenze, commenta in un articolo pubblicato su Micromega i cambiamenti sul consumo di tabacco nei giovani, evidenziando come la diffusione di e-cig si leghi anche a variabili socio-culturali di lungo periodo. In modo in fondo simile alle sigarette tradizionali, nel consumo odierno di e-cig da parte dei giovani è racchiusa tutta una serie di significati e di ricerca di effetti legati anche all’accettazione sociale e al piacere, che come tali non vanno ignorati.Commentando i  dati ESPAD®Italia del 2021, che attestano che nel 2021 il 43% degli studenti ha fumato almeno una sigaretta, il 22% fuma quotidianamente e il 23% ha utilizzato le sigarette elettroniche, Lacatena sottolinea l’importanza delle diverse componenti simboliche e delle pressioni commerciali e di marketing: “Moda, status symbol, appartenenza, libertà, potere, sensualità, mitigazione di stati d’animo sono davvero infinite le implicazioni di un apparentemente banale gesto che ha fatto della sua semplicità una sorta di epica sociale.
Per i più giovani, spesso, l’utilizzo di e-cig è traducibile in una sorta di facilitatore della relazione tra pari e di garante dell’appartenenza.  Gli adolescenti oggi, confermando l’idea che fumare sia un apprendimento sociale oltre che espressione dell’attaccamento al gruppo e provando ad accomodare la coerenza rispetto ai tanti messaggi terrorizzanti promossi negli ultimi anni, con il ricorso alla sigaretta elettronica percepita come più innocua, rischiano di risolvere l’inevitabile dissonanza cognitiva accogliendo le distorsioni di una promozione che come in passato continua a servirsi di testimonial vip – nella più recente fattispecie tanti influencer. I media – specificatamente fiction e serie tv – e soprattutto i social più o meno direttamente veicolano messaggi di promozione commerciale e culturale.

Non meno importanti sono i modelli familiari sulla decisione di iniziare a fumare e sulla possibilità o meno di disporre di altri interessi e progetti.
Le cause della scelta di fumare restano, dunque, multifattoriali, sebbene sarebbe il caso di dire che fumatori si diventa e si cresce. A tal proposito appare importante lavorare su una reale rete di informazione e promozione già nell’infanzia al fine di promuovere skills socio-comportamentali che rappresentino fattori di protezione nei confronti di questa pratica con ricadute più ampie su ulteriori condotte e comportamenti a rischio (sostanze legali e illegali, cibo, ecc.). Come per altri ambiti, non si tratta di vietare ma di offrire alternative pur prevedendo quei “benefici” che la persona, giovanissima o meno, cerca tutelando, però, la salute. Il suggerimento viene proprio dal marketing delle e-cig, con la variante che la recente possibile soluzione non sia necessariamente più innocua del problema iniziale. Spesso, le soluzioni altro non sono che nuove formulazioni per rilanciare mercati entrati in crisi. Nell’attesa di sapere se realmente a potenziale rischio ridotto, vape-friendlys crescono.

 

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