IL MERCATO SOCIALE DELLA CANNABIS IN ITALIA: ANTICIPAZIONE DEI RISULTATI DI TRE RICERCHE

data di pubblicazione:

3 Giugno 2022

Raimondo Maria Pavarin dell’Osservatorio Epidemiologico dell’Asl di Bologna, in un articolo pubblicato sul nuovo numero di Medicina delle Dipendenze, affronta il tema del mercato sociale della cannabis in Italia, esplorando fra le altre cose l’autoproduzione di cannabis, fattispecie penalmente rilevante, ma da anni in espansione in Italia. Nell’articolo Pavarin commenta i risultati preliminari di tre ricerche qualitative italiane condotte con utilizzatori e coltivatori di cannabis rispetto al funzionamento del mercato, alla sua vendita e coltivazione. Il primo elemento importante, trasversale alle tre ricerche, è che gli intervistati sono in prevalenza persone del tutto “normali” e socialmente integrate. In genere il consumo di cannabis e di altre sostanze non è problematico. Un secondo interessante elemento attiene all’interscambiabilità dei tre aspetti osservati (acquisto, vendita, autoproduzione), nel senso che molti intervistati sovrappongono i tre ruoli/identità, che appaiono perciò poco separate. Il terzo elemento è relativo alla specificità del mercato sociale della cannabis rispetto ai mercati di altre sostanze illegali. Scrive Pavarin: “Emerge infatti in modo trasversale la centralità di regole basate su condivisione, socialità e , in parte, non-ricerca del profitto. Si tratta di una realtà alternativa ai mercati gestiti dalla criminalità, che ha prodotto progetti non conformisti (cannabis social club) e merita proposte innovative basate su approcci normativi differenziati per sanzionare e distinguere lo spaccio del mercato sociale”. L’analisi del mercato sociale della cannabis attraverso interviste ai soggetti che lo costituiscono restituisce quindi alcuni temi e tratti specifici della cultura della cannabis (valori anticommerciali, importanza degli scambi sociali e dei rapporti di reciprocità, esistenza di nicchie di mercato orientate secondo logiche commerciali).
In conclusione, secondo Pavarin: “Oltre a interessanti indicazioni per possibili politiche di prevenzione, emergono aspetti particolari e specifici come la separazione del mercato della marijuana da quello delle sostanze pesanti, l’utilizzo del credito per gli acquisti, il rifiuto dell’identità di spacciatore sia da parte di chi acquista che da parte di chi vende, il progressivo coinvolgimento nel traffico di sostanze da parte dei soggetti che vendono saltuariamente ad amici o che coltivano marijuana, che vanno approfonditi con ulteriori lavori mirati”.

M. R. Pavarin, Il mercato sociale della cannabis: acquisto, vendita, autoproduzione, Medicina delle Dipendenze, n. 45, pp. 7-16

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