COMMISSIONE ANTIMAFIA SU PANDEMIA E GIOCO D'AZZARDO

data di pubblicazione:

20 Agosto 2021

La Commissione Parlamentare Antimafia ha dedicato, all’interno della relazione annuale, un ampio capitolo al gioco d’azzardo. Data la mission della Commissione, ovviamente il focus è sulle connessioni fra gioco d’azzardo e criminalità e sulle nuove tendenze che, a causa della pandemia, stanno emergendo. Se gli effetti della pandemia sul volume delle scommesse e del gioco d’azzardo non sono facilmente valutabili, emergendo tendenze e dati in parte in contraddizione fra di loro, è abbastanza chiaro che vi è una pressione su operatori del settore da parte di alcune reti criminali. “Il Comandante generale della Guardia di finanza, generale Giuseppe Zafarana, ha riferito che «il settore dei giochi e delle scommesse è un settore particolarmente esposto alle mire della criminalità organizzata» anche a causa della «tendenza ad assumere la gestione dei circuiti legali, ovvero a fornire al pubblico, tramite esercizi commerciali compiacenti o asserviti, la possibilità di avvalersi dell’offerta clandestina su piattaforme online».

Di seguito, il documento analizza le conseguenze, alcune delle quali difficilmente analizzabili sul breve periodo, delle chiusure della attività a causa della pandemia in merito ai consumi di azzardo e agli stili di gioco: “Tali disposizioni hanno dato luogo a un parziale spostamento dei consumi verso altri canali non soggetti alle restrizioni, in particolare verso l’offerta «a distanza» e l’online vero e proprio, entrambi con accesso dalla rete internet. Nei periodi successivi all’introduzione delle chiusure si osserva, in effetti, un aumento della raccolta legale in questi settori, che deve essere attentamente ponderato, anche alla luce del fatto che il volume di gioco online si mostrava in crescita già prima dell’emergenza pandemica, con una progressione lineare costante negli ultimi 4-5 anni e dunque, per stimare l’effetto delle chiusure, dall’aumento complessivo registrato andrebbe scorporato il trend di crescita già in atto. In secondo luogo, dai dati raccolti dall’Istituto di fisiologia clinica (IFC) del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa durante il lockdown, emerge che una minima parte di chi giocava nei punti di offerta fisici avrebbe iniziato a giocare online, quindi l’aumento dei volumi sarebbe determinato prevalentemente da giocatori che già praticavano gioco d’azzardo, anche tramite la rete internet (indipendentemente dalla natura legale o illegale dei siti): tra questi uno su tre avrebbe aumentato i consumi. Da queste analisi risulta pertanto che solo una parte della domanda fidelizzata dai servizi di raccolta fisica si sarebbe effettivamente spostata sull’online. Dopo la fine del lockdown, risulta che la quota di mercato online è tornata, in termini tendenziali, ai livelli precedenti.

(…) In ogni caso, le ulteriori chiusure hanno nuovamente cambiato il quadro e, per capire se in questi ulteriori mesi si siano stabilizzati nuovi modelli di consumo, dovrà essere valutata la situazione che si determinerà dopo le riaperture di luglio 2021. Non può escludersi che una parte del maggior consumo online, possa essere intercettata –attraverso siti clandestini–dall’offerta illegale che inquesto settore era già presente e in ascesa. Analogamente va verificato se le chiusure abbiano determinato la comparsa di nuovi punti di offerta clandestina anche per il gioco d’azzardo su rete fisica. (…) È possibile, dunque, che l’aumento dei volumi di illegalità scoperti sia dovuto a una maggiore efficacia dell’azione repressiva e preventiva e rappresenti dunque un dato in certa parte confortante. Occorre da ultimo valutare se le chiusure degli esercizi di gioco legale non possano aver favorito le organizzazioni mafiose che, in certa misura ed in talune circostanze di conclamata infiltrazione, traevano vantaggio da tali attività. Quest’ultimo quesito potrà essere certamente evaso attraverso un attento e capillare studio svolto in sede di istruttoria del citato IV Comitato della Commissione. In conclusione, si concorda nel dover valutare un possibile incremento dell’attività criminale nei settori dell’offerta di gioco d’azzardo nel periodo della pandemia da SARS-CoV-2. Il possibile nesso di causalità con le «chiusure», al momento, rappresenta uno stimolo a mantenere alta l’attenzione e richiede ulteriori approfondimenti per dare risposte più esaustive nel prossimo futuro”.

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