UN'IPOTESI SU POSSIBILE "RESISTENZA" DEI TOSSICODIPENDENTI AL CORONAVIRUS

data di pubblicazione:

7 Maggio 2020

Un’intervista a Massimo Barra, medico e fondatore di Villa Maraini-CRI, pubblicata sul quotidiano Il Messaggero, contiene un’osservazione di grande interesse, da prendere ovviamente con molta cautela, su una possibile maggiore “resistenza” della popolazione tossicodipendente al Coronavirus. Secondo Barra, sulla base del lavoro di riduzione del danno fatto a Roma negli ultimi due mesi, si è evidenziato che “Il loro organismo è già molto stressato dall’assunzione di droghe e da una vita sregolata e non innesca le reazioni infiammatorie con le quali si manifesta il contagio da Coronavirus”.  L’unità di strada di Villa Maraini “ha dato assistenza a 623 persone per un totale di 23.368 interventi e controlli nei quali hanno riscontrato l’assenza di sintomi e di caduta nella malattia. «Non abbiamo avuto la possibilità di fare i tamponi, quindi non possiamo sapere quanti di loro siano asintomatici, ma è noto come non basti contrarre il coronavirus per diventare sintomatici: si deve infatti innescare una reazione immunitaria del paziente, che può essere così violenta da produrre un’infiammazione massiva, responsabile delle conseguenze anche letali dell’infezione», spiega Massimo Barra medico e Fondatore di Villa Maraini-CRI.

«Con la cautela dovuta rispetto ad un fenomeno senza precedenti e grazie ai dati che abbiamo raccolto fino ad ora, su un’ampia rappresentanza della popolazione dei tossicomani della Capitale, possiamo dire – sottolinea Barra in un comunicato – che tale “categoria” sia incapace di avere quella reazione iperergica e massiva al Covid che porta alle peggiori conseguenze». Questa ipotesi «tutta da verificare, è basata però sul dato di fatto che il sistema immunitario del tossicodipendente è già molto provato da anni di inoculazione di sostanze di cui non si conosce né la composizione, né la concentrazione, né le contaminazioni con polveri, virus e batteri. Questo stressa il suo sistema immunitario rendendolo meno “performante” nella risposta al contagio da Covid, indebolendo o annullando quella reazione infiammatoria massiva che sembra essere il passaggio obbligato di quanti si ammalano di coronavirus», spiega Barra. «Se così fosse, questa deficienza del sistema immunitario dei tossicodipendenti si tramuterebbe in un fattore protettivo – conclude Barra -. I numeri che presentiamo sono effettivi e vedremo se anche quelli di Maggio saranno in linea con questa ipotesi, che si aggiunge alle tante su questo virus, di cui ancora non si sa nulla di certo».

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