EPATITE C IN CARCERE. L'ESPERIENZA DI VITERBO

data di pubblicazione:

12 Giugno 2018

Il progetto si chiama “HCV Free” e si è svolto all’interno della casa Circondariale di Viterbo tra marzo e dicembre 2017, articolato in quattro fasi precedute da una campagna divulgativa e di sensibilizzazione, è stato pensato per dimostrare l’importanza di informare ed educare le persone detenute ma anche il personale operante all’interno dell’Istituto (Polizia Penitenziaria e Personale Sanitario) creando una Rete unica e comunicante finalizzata alla prevenzione da infezione Hcv.

Il progetto pilota Enehide (Educazione e prevenzioNE sull’ HCV all’interno degli Istituti di Detenzione) è stato ideato, promosso e realizzato nella Casa Circondariale di Viterbo dalla Associazione EpaC onlus e Simpse (Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria). Il progetto è stato pensato per dimostrare l’importanza di informare ed educare le persone detenute ma anche il personale operante all’interno dell’Istituto (Polizia Penitenziaria e Personale Sanitario) creando una Rete unica e comunicante finalizzata alla prevenzione da infezione HCV.

Il progetto si è svolto all’interno della casa Circondariale di Viterbo tra marzo e dicembre 2017, articolato in quattro fasi precedute da una campagna divulgativa e di sensibilizzazione attraverso la distribuzione di volantini informativi sugli incontri e con l’affissione di locandine nei locali dell’Istituto Penitenziario, contenenti le date degli incontri con le persone detenute, con il Personale Sanitario e con la Polizia Penitenziaria.
1. Incontri di informazione con le persone detenute
A sostegno di tali incontri sono state abbinate le seguenti attività:
• distribuzione di materiale informativo multilingue (Albanese, Arabo, Francese, Inglese, Italiano, Romeno, Spagnolo);
• distribuzione KIT di igiene personale;
• utilizzo di mediatori linguistici per facilitare la comprensione della popolazione detenuta straniera.
2. Incontri di formazione con il Personale Sanitario;
3. Incontri di formazione con il Corpo di Polizia Penitenziaria;
4. Valutazione degli outcomes:
Partecipazione | Apprendimento | Criticità | Aderenza Test ANTI-HCV persone detenute – post incontri

Partecipazione incontri
In ragione dello scarso interesse che generalmente accompagna iniziative educative di questo genere e della tipologia di utenti coinvolti, l’obiettivo minimo di partecipazione agli incontri auspicato e prefissato era del 40%.

Nel complesso, quindi, possiamo ritenere il livello di partecipazione molto soddisfacente, oltre le aspettative iniziali, anche considerando il particolare contesto entro il quale si andava ad operare.

Apprendimento incontri informativi
Al fine di valutare l’efficacia degli incontri, il livello di apprendimento ed eventuali criticità su cui intervenire, al termine degli incontri è stato distribuito a tutti i partecipanti un breve questionario di 14 domande a risposta multipla.
I quesiti sono stati suddivisi in quattro categorie principali:
1. conoscenza dei comportamenti a rischio e delle buone abitudini di prevenzione;
2. conoscenza della patologia e delle vie di trasmissione;
3. valutazione “sociale” della patologia sotto il profilo della discriminazione;
4. possibilità di diagnosi e terapia.

Se ci si poteva aspettare una buona padronanza della materia da parte del Personale Sanitario e della Polizia Penitenziaria siamo rimasti colpiti dal fatto che circa 3 persone detenute su 4 hanno acquisito le principali conoscenze e nozioni sull’epatite C, sulle modalità di trasmissione e sulla buona prevenzione. Considerato il grado di scolarizzazione medio basso della popolazione detenuta possiamo ritenerci molto soddisfatti del livello di apprendimento raggiunto ben oltre le aspettative iniziali.

Aderenza Test ANTI-HCV sulla popolazione detenuta – post incontri
persone detenute di sottoporsi al Test per la ricerca dell’Anticorpo HCV ovvero la “willingness to be tested”.
Il personale dell’Istituto Autorizzato ha provveduto ad estrapolare i dati clinici delle persone detenute confrontando il periodo precedente alla realizzazione del progetto con quello successivo.
I risultati sono decisamente incoraggianti:

La percentuale delle persone detenute che per la prima volta hanno effettuato il Test per la ricerca degli anticorpi (ANTI-HCV) è stata del 15%. il restante 70%, pur avendo eseguito il Test in passato e in periodi diversi, lo ha ripetuto come da raccomandazione clinica, essendo parte di una popolazione ad elevato rischio di infezione o reinfezione per cui è raccomandato uno screening periodico anche in presenza del primo Test negativo.

Nel complesso, un numero così elevato delle persone detenute che ha chiesto o accettato di sottoporsi/risottoporsi al Test non era mai stato registrato.

Successivamente sono stati analizzati gli esiti dei Test anticorpali (ANTI-HCV) ed effettuato il Test di conferma NAT (HCV-RNA) sui soggetti risultati positivi ed il 4,7% è stato trovato positivo al virus HCV e prontamente avviato al trattamento.

“Questo genere di riscontro evidenzia, senza alcun dubbio, che le attività di formazione ed informazione hanno la forza di produrre cambiamenti visibili e misurabili per migliorare la salute negli Istituti di detenzione – commenta Ivan Gardini Presidente EpaC onlus – per realizzare una attività di “prisoner engagement” efficace sino a questo punto, abbiamo lavorato su 3 elementi: il coinvolgimento e partecipazione di Polizia Penitenziaria e Personale Sanitario, un apprendimento alla portata dei detenuti, e attività informative svolte in sinergia tra medici e associazioni di pazienti.
In sostanza abbiamo tentato di costruire una parte di PDTA ad hoc per una casa circondariale che cerca di stimolare l’interesse alla propria salute del detenuto piuttosto che imporlo”.

Soddisfatto anche Giulio Starnini, Responsabile scientifico Simpse che dichiara: “Riteniamo i risultati ottenuti con il Progetto Enehide di grande rilevanza sia in termini di efficacia che di fattibilità all’interno di un Istituto Penitenziario. La realtà penitenziaria è una realtà particolare dove sono concentrate e possono moltiplicarsi le principali patologie infettive a trasmissione parenterale; l’obiettivo del progetto, diffondere la conoscenza sull’Epatite C tra tutte le persone che operano all’interno di un istituto Penitenziario e tra la popolazione detenuta, è stato pienamente raggiunto e può e deve essere il punto di partenza per proporre incontri formativi e d informativi reiterati nel tempo, grazie al coinvolgimento di molteplci stakeholder, che consentano di avvicinare in maniera costante una popolazione più difficile da raggiungere”.

Anna Maria Ialungo, Responsabile Simpse del Progetto, aggiunge: “L’incremento del tasso di testing per l’HCV nella popolazione detenuta evidenziato durante e nel periodo successivo alla realizzazione del progetto ha consentito di diagnosticare nuovi casi di Epatite C e, conseguentemente, di avviare al trattamento un numero maggiore di pazienti in stato di detenzione. Il miglioramento dell’aderenza alla proposta di screening costituisce un presupposto fondamentale per raggiungere l’eradicazione dell’infezione cronica da HCV, possibile ed auspicabile anche negli Istituti Penitenziari in un’ottica di un terriitorio senza HCV”.

Il progetto Enehide è stato patrocinato dal Ministero della Giustizia, dal Consiglio della Regione Lazio e dalla Asl Viterbo ed è stato realizzato grazie a un contributo incondizionato di Bristol-Myers Squibb.

Ti potrebbe interessare anche
5 Luglio 2026

La presenza di bambini nelle carceri

un dato in aumento

4 Luglio 2026

L’esperienza dell’Ambulatorio popolare di Quarticciolo

un'esperienza di mutuo soccorso

3 Luglio 2026

Utilizzo dei social media e rischi possibili

Il tempo passato sui social è solo uno degli indicatori da tenere in considerazione

2 Luglio 2026

La Relazione al parlamento certifica un aumento dei consumi di sostanze

Aumentano gli studenti under 18 che hanno utilizzato almeno una volta una sostanza illegale

1 Luglio 2026

Controllo delle droghe e riforme necessarie

I percorsi di riforma si scontrano con una politica profondamente conservatrice

30 Giugno 2026

Relazione al parlamento sul fenomeno delle dipendenze 2026

Tra i dati preoccupanti l'aumento degli psicofarmaci senza prescrizione

29 Giugno 2026

Alcol tra rischi e benefici: uno studio

Diversi studi sono concordi sulla reversibilità di alcuni danni

28 Giugno 2026

Cocaina e cambiamenti nella fauna acquatica: uno studio sui salmoni

Già sugli squali sono stati condotti studi simili sulle coste brasiliane

27 Giugno 2026

Nicotina per tutte le tasche

Il mercato offre prodotti a base di nicotina sempre più convenienti

26 Giugno 2026

Libro Bianco sulle droghe: edizione numero 17

Un'analisi dettagliata delle politiche italiane sulle sostanze

25 Giugno 2026

Condizioni igieniche e di sicurezze non più sostenibili

Sequestrate alcune sezioni del carcere fiorentino di Sollicciano

24 Giugno 2026

Basaglia e i suoi

un podcast sulla storia della psichiatria italiana

23 Giugno 2026

Il ritratto dei nuovi consumi

meno sigarette, più nicotina

22 Giugno 2026

Invecchiare con l’HIV

Il 5 giugno si celebrano i Long Term Survivors

22 Giugno 2026

Rapporto europeo sulle droghe 2026

Rapporto dell'EUDA sulla situazione della droga in Europa

21 Giugno 2026

Tra psicofarmaci e droghe: una riflessione

Oggi la barriera che separava ancora farmaci e droghe è stata abbattuta

20 Giugno 2026

WAX e miscele psicoattive

Espongono i consumatori a rischi esponenziali e imprevedibili

19 Giugno 2026

GENERICAMENTE

un podcast sulla medicina di genere

18 Giugno 2026

Conferenza Internazionale sull’AIDS: 26ª edizione

Si terrà a Rio de Janeiro dal 26 al 31 luglio 2026

18 Giugno 2026

Dipendenza da videogiochi

alcuni generi sono più rischiosi di altri