HIV – NOVITA' DAL CROI

data di pubblicazione:

28 Maggio 2018

Dal 4 al 7 marzo si è svolta a Boston (USA) la Conferenza Annuale su Retrovirus e Infezioni Opportunistiche (CROI), annuale incontro tra medici, ricercatori ed esponenti delle associazioni attive nel campo dell’HIV/AIDS e delle infezioni correlate. In tale occasione sono stati presentati numerosi interventi che hanno illustrato e diffuso le principali novità sperimentali nel campo della prevenzione e del trattamento dell’infezione da HIV, delle infezioni correlate (Tubercolosi, Epatite) ed opportunistiche legate alla comparsa di AIDS.

Questi i temi principali affrontati durante l’evento:

La Prevenzione farmacologica dell’Infezione da HIV (PrEP).
Diversi studi hanno confermato l’efficacia preventiva della combinazione farmacologica tenofovir-emtricitabina e la buona tollerabilità a lungo termine. Sono stati posti comunque interrogativi sulla sostenibilità economica su larga scala della PrEP e sulle conseguenze legate all’incidenza delle altre infezioni a trasmissione sessuale.
Poiché sono stati riportati alcuni casi di infezione con ceppi virali resistenti ai farmaci inclusi nella PrEP, è stato raccomandato di monitorare con attenzione tale fenomeno a livello globale e di prendere in considerazione la possibilità di trattamenti preventivi con combinazioni farmacologiche alternative, incoraggiando adeguate sperimentazioni.
In tale ottica, è stato sperimentato l’utilizzo della nuova molecola MK-8591 (inibitore della traslocazione-trascrittasi virale) nella prevenzione dell’infezione.
L’assunzione di tale farmaco ha determinato un’efficace prevenzione, in un modello di scimmie, dell’infezione sperimentale con una riduzione del 85-95% (rispetto agli animali di controllo) in relazione alla dose utilizzata.
E’ in corso, inoltre, una sperimentazione su volontari umani volta a valutare il possibile utilizzo, a scopo preventivo o terapeutico, del farmaco MK-8591 in combinazione con il farmaco doravirina.

Sono stati infine riportati i risultati preliminari dei due studi (HOPE e DREAM) riguardo l’utilizzo a livello preventivo, in donne che vivono nell’Africa Sub-sahariana, di un anello ad uso vaginale contenente il farmaco dapivirina.
Nonostante l’efficacia del trattamento sia difficile da dimostrare in quanto i due studi non contemplano un gruppo “placebo” (dispositivo senza il farmaco), il numero di infezioni documentate sino ad ora nelle donne incluse nello studio risulta essere inferiore a quello aspettato sulla base dell’incidenza nei rispettivi Paesi.
Per una piena valutazione dell’efficacia preventiva di tale anello vaginale sarà comunque necessario attendere la piena conclusione di tali studi e la conduzione di altri protocolli basati sulla presenza di adeguati gruppi di controllo.

La Terapia dell’Infezione da HIV.
Numerosi interventi hanno confermato che i protocolli terapeutici attualmente disponibili risultano maggiormente efficaci nel mantenere la soppressione della viremia se iniziati nelle fasi più precoci dell’infezione, probabilmente perchè limitano l’instaurarsi della riserva virale.
Considerando che l’allargamento del numero di persone in trattamento comporterà un maggiore costo a carico della comunità, non facile da sostenere in particolare nei Paesi dell’Africa e del Sudest Asiatico, è necessario promuovere adeguati investimenti da parte delle istituzioni globali o specifiche fondazioni.
Tra le novità in campo terapeutico si segnala l’approvazione da parte del FDA dell’uso del farmaco ibalizumab, anticorpo monoclonale contro il recettore virale CD4, che è risultato efficace, a livello sperimentale, anche nei confronti di ceppi virali resistenti a diversi farmaci attualmente utilizzati nella pratica terapeutica.
L’approvazione riguarda comunque i casi di infezione già trattati con altre combinazioni farmacologiche nei quali è stata documentata l’insorgenza di resistenza tale da limitare sensibilmente l’utilizzo dei farmaci attualmente disponibili.

Altri due studi hanno documentato l’efficacia terapeutica di una combinazione farmacologica in singola compressa contenente il farmaco bictegravir, inibitore dell’integrasi, congiuntamente ai farmaci emtricitabina e tenofovir alafenamide, risultata non inferiore a quella di regimi terapeutici a singola compressa contenenti il farmaco dolutegravir.
Tale trattamento, raccomandato in particolare alle persone con co-infezione HIV-HBV, è stato approvato dall’agenzia FDA ed è in attesa di approvazione dai Paesi Europei.

La Gestione terapeutica delle co-infezioni.
Poiché a livello globale risulta frequente l’associazione tra l’infezione da HIV e altre rilevanti infezioni quali Tubercolosi, Epatite B ed Epatite C, specifiche sessioni della Conferenza sono state dedicate alla gestione terapeutica delle persone che presentano co-infezioni, soprattutto riguardo la necessità di individuare trattamenti, ben tollerati nel tempo, in grado di combattere efficacemente tali infezioni. Molti interventi hanno documentato risultati sperimentali di trials con combinazioni terapeutiche attive contro l’HIV e altre infezioni concomitanti.

Uno studio (INSPIRING) ha documentato come, nelle persone con co-infezione HIV-Tubercolosi, un trattamento includente il farmaco dolutegravir, inibitore dell’integrasi virale, consenta la simultanea assunzione del farmaco rifampicina, necessario per trattare l’infezione batterica, ed è in grado di mantenere la soppressione virale in assenza di rilevanti effetti collaterali.

Un altro studio (A5279/BRIEF TB) ha dimostrato che, nelle persone con infezione da HIV che risultino positive al test per la Tubercolosi o che vivano in aree con una elevata incidenza di tale infezione, al fine di prevenire la comparsa della malattia tubercolare è possibile effettuare un trattamento con i farmaci rifapentina ed isoniazide che somministrato per un mese è risultato essere di pari efficacia rispetto al trattamento con la sola isoniazide per la durata di 9 mesi.

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