DEPOSITATE LE FIRME PER LA LEGGE POPOLARE SULLA LEGALIZZAZIONE DELLA CANNABIS

data di pubblicazione:

14 Novembre 2016

images.duckduckgo.comNei giorni scorsi, il comitato promotore della legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della cannabis ha depositato le oltre 50.000 firme necessarie per l’avvio dell’iter di discussione parlamentare. Sarà da verificare, nelle prossime settimane,  l’impatto di questa nuova proposta legislativa rispetto alla precedente proposta di legge, sostenuta da un nutrito gruppo di parlamentari, e che, dopo una prima discussione parlamentare a fine luglio, è stata rinviata all’apposita Commissione. Le due proposte in parte si sovrappongono, a livello di contenuti, essendo entrambe incentrate sulla legalizzazione della cannabis. La nuova legge di iniziativa popolare propone anche la depenalizzazione dell’uso personale di tutte le sostanze, ricalcando nella sostazna la legge sulle droghe in vigore da 15 anni in Portogallo, che ha raggiunto buoni risultati rispetto alla diminuzione dei danni correlati all’uso di droghe (overdose, infezioni da HIV, incarcerazioni per reati legati alla droga) e del numero di tossicodipendenti da eroina.

Per Fiorentini, Direttore di Fuoriluogo e fra i promotori della raccolta di firme, “La strada della regolamentazione legale della cannabis è la via maestra per la riforma delle politiche sulle droghe. – continua Fiorentini ricordando i recenti risultati dei referendum in USA – Una via intrapresa ormai con convinzione anche nella patria della War on Drugs, gli Stati Uniti d’America, dove questo martedì altri 4 stati (fra cui la California) hanno legalizzato la cannabis per gli adulti, mentre sono ormai più di 30 gli stati in cui è legale la marijuana terapeutica”. “È evidente che anche il nostro paese, dove tuttora oltre il 50% dei reati per droga e delle operazioni di polizia è legato ai cannabinoidi, è maturo per arrivare alla regolamentazione legale di una sostanza molto meno dannosa di alcol e tabacco. Essa avrebbe solo effetti positivi. Sui consumi in primis, che sarebbero più sicuri e controllati, e nel medio-lungo termine tenderebbero a calare, come avvenuto ovunque si è proceduto a depenalizzazioni e legalizzazioni. Ma anche sul sistema della sicurezza e della giustizia ora appesantito da una mole incredibile di lavoro che impegna in una inutile repressione le forze dell’ordine (come recentemente ribadito dalla Direzione Nazionale Antimafia) e intasa i tribunali (quasi 200.000 i processi penali pendenti per fatti di droga). E oltre a liberare risorse utili a garantire veramente la sicurezza dei cittadini – invece che stanare coltivatori di qualche piantina di cannabis per uso personale – la regolamentazione legale della cannabis renderebbe disponibili nella casse dello Stato una enorme quantità di denaro – dai 5 ai 10 miliardi di euro – ora appannaggio della criminalità organizzata.”

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