SUMMER SCHOOL 2016 DI FORUM DROGHE SULL'ALCOL- 2a PARTE

data di pubblicazione:

19 Settembre 2016

alcolistaLe politiche pubbliche sull’alcol fanno riferimento, evidentemente, all’impatto delle politiche alcologiche e della legislazione sui consumi di alcol e sui modelli di consumo. A livello di tendenze di fondo, è possibile osservare che le politiche pubbliche sono orientate in modo prevalente a un aumento dei controlli formali e degli strumenti legislativi sul bere (diminuzione dei tassi alcolici permessi alla guida, maggiore severità delle sanzioni per i trasgressori, test sui luoghi di lavoro, introduzione di limiti orari per la vendita di alcolici). Al contrario, ciò che sostanzia le culture e gli stili del bere (in primis fattori socio-economici, ruolo e funzioni dei controlli informali) gode di scarsa considerazione in materia di intervento pubblico sul fenomeno.

Negli interventi e nei servizi di cura sull’alcolismo, nel paradigma della riduzione del danno, si sottolinea ovviamente quanto la costruzione, fondata sul paradigma medico, del problema dell’alcolismo abbia fortemente orientato un modello di intervento incentrato sull’obiettivo dell’astinenza. Tuttavia, se è questo il paradigma che ha storicamente egemonizzato i servizi per la cura delle dipendenze da sostanze, compreso l’alcol, gli interventi ispirati alla riduzione del danno hanno trovato spazi di sperimentazione, come nel caso delle ricerche sul bere controllato e in tutti quei modelli di cura che assegnano un ruolo centrale al set e al setting. Fra gli ambiti di approfondimento potenziali del paradigma della riduzione del danno applicato agli interventi terapeutici sull’alcol, possiamo citare: 1) i nodi critici attorno al nesso tra alcol e terapie: ad esempio, quali sono le strategie “naturali” di auto-regolazione dei bevitori? Il bere controllato rappresenta un obiettivo opportuno di trattamento? E’ possibile la creazione di un modello di intervento flessibile, calibrato e modulato sulla base delle oscillazioni dei consumi di alcol?; 2) L’attenzione ai processi sociali di etichettamento e di stigmatizzazione dell’alcolista; 3) L’evidenziazione di sperimentazioni innovative sull’alcol all’interno dei servizi, in particolare nei Sert, nelle strutture residenziali e diurne, nei servizi a bassa soglia e di prossimità.

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