DISTURBI ALIMENTARI E DECESSI

data di pubblicazione:

18 Marzo 2016

adiGli esperti ne parlano nella giornata dedicata alla sensibilizzazione e alla prevenzione.
Di disturbi alimentari si muore. A ricordarlo in occasione della V Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata proprio alla sensibilizzazione e alla prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare, è l’ADI – Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione clinica, che sottolinea: queste patologie sono incluse nell’elenco delle principali cause di morte fra i malati psichiatrici.
“I disturbi del comportamento alimentare sono malattie complesse e insidiose della sfera psichica con gravi ripercussioni sullo stato nutrizionale, caratterizzate dall’ossessione dell’immagine corporea, del peso e del cibo”, spiega Massimo Vincenzi, consigliere della Fondazione ADI e coordinatore del gruppo sui disturbi del comportamento alimentare dell’Associazione. In Italia ne soffrono circa 3 milioni di giovani, in prevalenza (95,9%) di genere femminile.
Secondo i dati messi a disposizione dal Ministero della Salute ogni anno si registrano 102 nuovi casi di anoressia nervosa ogni 100 mila abitanti; le nuove diagnosi di bulimia nervosa sono invece 438.
Anche la letteratura internazionale conferma la maggiore incidenza di questi problemi fra le donne: nella popolazione generale, dove l’incidenza dell’anoressia nervosa è compresa tra l’1,4% e il 2,8%, ad essere colpito da questa patologia è un più limitato 0,24% della popolazione maschile. In generale, l’incidenza dell’anoressia arriva al 4% tenendo conto anche dei casi sotto-soglia, quella della bulimia nervosa è pari al 5% e quella di tutti gli altri disturbi del comportamento alimentare raggiunge il 6%.

L’ADI sottolinea con preoccupazione i tassi di decesso nella popolazione affetta da questi problemi.
In un anno i casi di anoressia nervosa fatali di aggirano tra il 5,86 e il 6,2%, quelli di bulimia nervosa tra l’1,57 e l’1,93% e i decessi per altri disturbi dell’alimentazione tra l’1,81 e l’1,92%. L’Associazione si mostra però preoccupata anche per un altro fenomeno: se non riconosciuti in tempo e non trattati in modo appropriato i disturbi del comportamento alimentare possono cronicizzare, con gravi conseguenze sia per chi ne soffre che per la sua famiglia e la società.

“Proprio perché legati alla sfera psichica, uno degli aspetti più preoccupanti dei disturbi è legato alla individuazione precoce di queste patologie che necessitano di cure complesse e di un lavoro multidisciplinare – spiega Vincenzi – Circa il 60-70% delle persone con disturbi del comportamento alimentare, infatti, ottiene il più delle volte risposte terapeutiche aspecifiche e non efficaci”.
Per venire incontro a chi soffre di questi disturbi l’Associazione mette a disposizione un elenco aggiornato dei Servizi dedicati alla loro diagnosi e alla loro cura. Per consultarlo è sufficiente collegarsi alla pagina http://www.adiitalia.net/component/content/article/184.html

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