Il patteggiamento di Meta: nuove misure ma non sufficienti

Come dovrebbe essere un social network?

Meta ha accettato un accordo per chiudere un processo in cui era accusata di aver progettato i propri social network in modo da favorire dipendenza e problemi di salute mentale tra i più giovani

data di pubblicazione:

10 Settembre 2026

Si legge su un articolo del Post che Meta, l’azienda proprietaria di Facebook e Instagram, ha accettato un accordo per chiudere un processo in cui era accusata di aver progettato i propri social network in modo da favorire dipendenza e problemi di salute mentale tra i più giovani. L’accordo prevede risarcimenti fino a 18 miliardi di dollari e introduce nuove regole per gli utenti minorenni negli Stati Uniti.

Tra le principali modifiche ci sarà un limite cumulativo di due ore al giorno per l’utilizzo di Facebook e Instagram da parte degli adolescenti. Le notifiche verranno inoltre sospese durante la notte e nelle ore scolastiche, mentre compariranno periodicamente messaggi che inviteranno a chiudere l’app. Per i nuovi account Instagram degli adolescenti sarà anche disattivata, almeno inizialmente, la bacheca basata sui contenuti personalizzati dall’algoritmo, salvo diversa scelta di un adulto supervisore. Meta dovrà inoltre nascondere il numero dei “like” sui profili degli adolescenti, con l’obiettivo di ridurre il confronto sociale e i possibili effetti negativi sull’autostima. L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha giudicato positivamente queste misure, pur sottolineando che non sono ancora sufficienti.

Secondo diversi esperti, infatti, il problema non riguarda soltanto alcune funzioni delle piattaforme. Lo scrolling infinito, i video in autoplay e le notifiche continue sono progettati per aumentare il tempo trascorso sulle app e quindi il coinvolgimento degli utenti. Walter Quattrociocchi, professore alla Sapienza di Roma, sostiene che eliminare una singola funzione potrebbe servire a poco, perché l’azienda potrebbe sostituirla con un meccanismo simile.

Il problema più profondo sarebbe quindi il modello economico dei social network, basato sulla pubblicità, sulla raccolta dei dati personali e sulla massimizzazione dell’attenzione. Per rendere davvero più sani questi servizi, secondo gli esperti, servirebbero maggiore trasparenza sugli algoritmi e più controllo da parte degli utenti.

L’accordo rappresenta dunque un passo avanti, ma non risolve alla radice le criticità dei social. Come osservano diversi commentatori, per ottenere un cambiamento reale potrebbe essere necessario intervenire non solo sulle singole funzioni, ma sul modo stesso in cui queste piattaforme vengono progettate e gestite.

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