Le capsule rosse e bianche: dalla Bosnia a Bruxelles

L'utilizzo del Lyrica sta diventando sempre più comune nella popolazione migrante

I due traffici – di droga e di esseri umani – si rafforzano a vicenda, come due mercati complementari nutriti dalla stessa sofferenza umana.

data di pubblicazione:

15 Febbraio 2026

L’articolo di Internazionale riporta l’attenzione sulla rotta balcanica. “Nei campi e nelle strutture informali, i blister di medicinali sono sparsi un po’ ovunque, basta guardare a terra”, spiega Silvia Maraone, coordinatrice italiana per Ipsia BiH, un’ong italiana autorizzata a operare nei campi.

L’utilizzo del Lyrica sta diventando sempre più comune nella popolazione migrante. Il farmaco è raccomandato per il trattamento dell’epilessia, del disturbo d’ansia generalizzato e dei dolori neuropatici. Dal 2009, l’Osservatorio europeo delle droghe e tossicodipendenze segnala il rischio di un uso improprio del Lyrica.

Secondo uno studio condotto da Eurotox, nel 2021 nella parte francofona del Belgio, la maggior parte dei servizi specializzati in dipendenze e nel sostegno alle persone migranti ha rilevato un uso improprio del pregabalin, principio attivo del Lyrica,  tra gli assistiti. Nell’80 per cento dei casi, si tratta di persone migranti o razzializzate. L’utilizzo comincia ben prima di raggiungere la frontiera belga.

Il Lyrica è come l’alcool, si legge nell’articolo, permette di stordirsi, di trovare la forza di dormire per strada, di dimenticare la violenza. La natura stessa del farmaco ne favorisce l’uso improprio: “i consumatori lo considerano un trattamento più che una droga” e non esistono prodotti sostitutivi.

L’elevato tasso di consumo della sostanza è legato anche all’esistenza di un mercato nero molto proficuo. Come spiega Silvia Maraone, “a causa della crescente militarizzazione delle frontiere europee, attraversarle senza l’aiuto dei trafficanti è sempre più difficile”. Molte persone, quindi, dipendono dalle reti di trafficanti. Al tempo stesso, le condizioni di sopravvivenza alle frontiere aumentano il disagio mentale, favorendo la dipendenza dal pregabalin e dalle reti informali che permettono di procurarselo. I due traffici – di droga e di esseri umani – si rafforzano a vicenda, come due mercati complementari nutriti dalla stessa sofferenza umana.

Il consumo del pregabalin, fuori da un controllo medico adeguato, può avere conseguenze gravi, anche mortali, legate a una sedazione eccessiva e a un più alto rischio di depressione respiratoria. È questo il prezzo da pagare per raggiungere Bruxelles?

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