Ecuador: tra nuove sostanze e una rete sanitaria al collasso

Un articolo di Primicias, periodico ecuadoregno, fa luce su come il consumo domestico di droghe in Ecuador sia fortemente legato a una geografia di abbandono.

data di pubblicazione:

7 Febbraio 2026

Un articolo di Primicias, periodico ecuadoregno, fa luce su come il consumo domestico di droghe in Ecuador sia fortemente legato a una geografia di abbandono.

La diagnosi della “Politica Nazionale di Salute Mentale 2025-2030”, presentata nel dicembre 2025 dal Ministero della Salute, rivela che il 66% della popolazione nazionale vive in 256 distretti– su 942 del Paese – classificati come in stato di vulnerabilità “critica” alle droghe.

Ma come si determina se un’area è considerata vulnerabile? Secondo il rapporto del Ministero della Salute si identificano quattro fattori determinanti: attività illecite, condizioni socio-economiche, condizioni biogeografiche e presenza dello Stato.
I dati del rapporto evidenziano come in queste aree il tipo di sostanze consumate è cambiato drasticamente negli ultimi anni: “nel 2024, i disturbi da uso di oppioidi rappresentavano il 14,3% dei casi, superando per la prima volta la cocaina (6,1%) e classificandosi solo dopo l’alcol e il consumo di droghe sia legali che illegali.”

Di fronte a questo scenario la risposta statale rimane inadeguata, tra cui spicca un divario di genere critico: “in tutto l’Ecuador non esiste un centro pubblico per la cura delle dipendenze per donne adulte”.

Come sottolinea la psicologa Mabel Idrobo l’utilizzo di sostanze, oltre agli aspetti chimici, ha un impatto sociale importante all’interno del contesto familiare e nei casi di violenza domestica. Tale contesto diventa quindi un fattore determinante anche per le nuove generazioni: “con un  budget per la salute mentale che storicamente si è aggirato intorno al  2,3% del totale del settore  e con le famiglie che spendono in media 75 dollari al mese  di tasca propria per i medicinali, per la maggior parte degli abitanti di quei 256 distretti critici, sfuggire all’inferno della droga rimane un privilegio irraggiungibile”.

 

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