i consumi di droghe nelle carceri europee

rischio di overdose e infezioni sono solo alcuni dei problemi legati al consumo di droghe

Le persone in carcere dichiarano un consumo ‘una tantum’ di sostanze stupefacenti, quindi per lo più occasionale, prima della detenzione e “livelli di consumo più elevati, in particolare di eroina, cocaina e anfetamine”, una volta dietro le sbarre

data di pubblicazione:

22 Gennaio 2026

Il consumo di droga in carcere rappresenta una vera e propria sfida per le istituzioni europee. E’ quanto si evince dall’ultimo rapporto annuale sulle droghe realizzato dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Euda). 

In carcere si consuma in modo più continuativo rispetto all’esterno. Questa situazione viene descritta dalle testimonianze raccolte e dalle ricerche condotte dagli estensori del Rapporto.

“Le persone in carcere dichiarano un consumo ‘una tantum’ di sostanze stupefacenti, quindi per lo più occasionale, prima della detenzione e “livelli di consumo più elevati, in particolare di eroina, cocaina e anfetamine”, una volta dietro le sbarre”. 

Un fenomeno che ha bisogno di risposte concrete e che si può leggere da diversi punti di vista. L’aumento della popolazione carceraria in ambito UE è in aumento e quindi anche i clienti potenziali e il giro d’affari. L’altra lettura potrebbe essere dovuta ai “(…) pochi controlli e crescente corruzione: è così che il business illegale prospera.

“Le droghe vengono introdotte nelle carceri in vari modi, tra cui l‘occultamento interno da parte di persone in carcere, visitatori e, in alcuni casi, personale, nonché il traffico tramite droni”, denuncia l’Euda.

L’agenzia europea ricorda che la presenza di droghe all’interno dei carcere non pone solamente il rischio di overdose, ma anche altri problemi di salute.

“Laddove le droghe vengono iniettate, nel contesto di un accesso limitato ad attrezzature sterili per l’iniezione, i rischi di trasmissione di virus trasmissibili per via ematica, inclusi HIV e HCV, aumentano”. Rischi che potrebbe essere ridotti drasticamente se fossero previste azioni di distribuzione di aghi e siringhe, o di programmi di naloxone per prevenire i decessi per overdose. 

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