ricorso alla Corte costituzionale per la norma sulle droghe del nuovo codice della strada

il problema nasce dal fatto che la riforma del codice della strada ha eliminato le parole “stato di alterazione psico-fisica” dalle sanzioni relative alla guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti

la giudice Granata ha messo in dubbio i principi di ragionevolezza e proporzionalità previsti dalla Costituzione: secondo la giudice, le nuove regole sono irragionevoli perché sproporzionate rispetto allo scopo di tutelare la sicurezza stradale

data di pubblicazione:

24 Aprile 2025

Come previsto da molti osservatori, è stata contestata per la norma sulle droghe la legittimità costituzionale del nuovo codice della strada. La decisione sull’ammissibilità della richiesta sarà decisa dalla Corte Costituzionale, che in caso di parere positivo dovrà poi pronunciarsi sul merito della questione. La richiesta, come ricostruisce un articolo di Il post, proviene dalla giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pordenone Milena Granata, rispetto alla positività a oppiacei di una donna in seguito a un incidente.

“L’8 aprile la giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pordenone Milena Granata ha chiesto alla Corte costituzionale di valutare la legittimità del nuovo codice della strada, in particolare la contestata norma che punisce chi usa sostanze stupefacenti.

Il punto centrale della questione, di cui si è molto discusso nei mesi scorsi, è che la riforma del codice della strada ha eliminato le parole “stato di alterazione psico-fisica” dalle sanzioni relative alla guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti: basta quindi un test positivo per vedersi sospendere la patente, anche giorni dopo aver assunto la sostanza. Ora la procedura seguita da carabinieri e polizia prevede l’utilizzo di un test salivare per accertare la positività, e successivamente l’invio di campioni di saliva a un laboratorio per confermare l’assunzione. Non serve più la visita di un medico o di una medica per accertare lo stato di alterazione psico-fisica.
Le analisi tossicologiche fatte su un campione di urine avevano rilevato una positività agli oppioidi, mentre le analisi del sangue avevano dato un risultato negativo. In base alle nuove regole del codice della strada, che non fanno distinzione sul tipo di test, il magistrato ha chiesto un decreto penale di condanna per guida sotto effetto di sostanze stupefacenti.

Già a gennaio la società italiana di psichiatria aveva scritto al ministero dei Trasporti per chiedere un’esenzione o una deroga specifica riservata alle persone che assumono psicofarmaci. «Questo provvedimento rischia di ingenerare confusioni pericolosissime per i milioni di italiani in cura con trattamenti psicofarmacologici», avevano scritto gli psichiatri.

La richiesta della giudice Granata sarà valutata dalla Corte costituzionale, chiamata innanzitutto a stabilire se la domanda sia ammissibile oppure no. In caso di accoglimento, i giudici valuteranno nel merito la questione e stabiliranno se il nuovo codice della strada rispetta la Costituzione. Non si sa quanto tempo servirà per arrivare a una decisione.”

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