i ticket redemption: giocare per il premio

il gioco non come attività ludica, ma utile a vincere un premio

Queste macchine "sono costruite con gli stessi giochi di luce, suoni e immagini caratteristici delle slot machine e delle VLT per adulti (Additivi); stanno avendo una grande diffusione nei luoghi di maggior incontro (Accessibili); restituiscono al giocatore un premio indipendentemente dall’esito della partita (Appetibili)"

data di pubblicazione:

19 Aprile 2025

Sul sito OPSONLINE- network di Obiettivo psicologi, un articolo propone una riflessione sulle ticket redemptions e il gioco d’azzardo. Secondo l’articolo queste macchine da gioco hanno delle caratteristiche che le avvicinano a quelle per il gioco d’azzardo, e che che Mauro Croce definisce con la tripla A, ovvero: Appetibilità, Accessibilità, Additivi.

Queste macchine “sono costruite con gli stessi giochi di luce, suoni e immagini caratteristici delle slot machine e delle VLT per adulti (Additivi); stanno avendo una grande diffusione nei luoghi di maggior incontro (Accessibili); restituiscono al giocatore un premio indipendentemente dall’esito della partita (Appetibili)”.

Ma come funzionano in pratica? Una volta inserito il denaro “le ticket redemption, indipendentemente dall’esito della partita, restituiscono al giocatore dei punti, sotto forma di ticket”.

Quindi in base alle abilità personali si possono ottenere più o meno punti. Punti che si possono accumulare nel tempo o essere spesi subito nei luoghi dove si trovano le macchine.

In base alla quantità di punti si possono quindi acquistare premi che possono andare da semplici cover del cellulare a piccoli pc. Quindi non premi in denaro come per le macchine del gioco d’azzardo.

Ed è per questo che i produttori e i venditori di queste macchine ribadiscono che non si tratti di gioco d’azzardo in quanto”(…) le macchine non danno premi in denaro; le vincite sono direttamente proporzionali alla bravura di chi gioca”.

L’abilità di chi gioca, oltre al non prevedere premi in denaro contante, non fa quindi categorizzare le ticket redemptions tra i giochi d’azzardo.

Quello di cui si discute poco, però, sono gli effetti e i risvolti psicologici del fenomeno.

Questo perché le “(…) ticket redemptions privano il gioco di questo suo importante elemento, aggiungendone uno nuovo: il premio. Lo scopo, dunque, non è più il divertimento in sé, ma il raggiungimento di un guadagno, di un prodotto”.

La presenza di un premio, inoltre, veicola tutte le azioni che devono essere svolte per il raggiungimento del premio, ovvero “tutto quello che faccio non sarà più orientato a trascorrere del tempo piacevole ma a ottenere un premio”.

Un premio desiderato, ma che se non ottenuto può generare frustrazione. Elemento quest’ultimo che rischia di “(…) abituare i ragazzi a ricercare sempre un oggetto esterno per le proprie soddisfazioni, anche in situazioni ludiche come quella del gioco”.

L’articolo finisce dichiarando che le sue finalità non sono dimostrare che le ticket redemption sono un oggetto di pericolo assoluto, ma “(…) l’intenzione è quella di stimolare l’attenzione ai fenomeni che si sviluppano all’interno della nostra società, soprattutto quelli inerenti alle nuove tecnologie”.

 

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