cannabis e sostanze sintetiche: un mix pericoloso

la presenza di sostanze sintetiche da taglio rappresenta un rischio maggiore per i consumatori

non solo dobbiamo preoccuparci dell'abbassamento continuo dell'età di esordio al consumo di cannabis, come conseguenza della sua massiccia diffusione, ma ancora di più sul taglio della stessa con sostanze sintetiche, che la renderebbero molto più potente e imprevedibile. 

data di pubblicazione:

13 Gennaio 2025

Un uso sempre più precoce della cannabis da parte dei giovani e il taglio della stessa con sostanze sintetiche, sono i due fattori che secondo Giuseppe Bersani, già professore ordinario di psichiatria all’Università Sapienza di Roma, stanno aumentando il livello di pericolosità del consumo di cannabis.

In un articolo sul sito Vita.it secondo Bersani non solo dobbiamo preoccuparci dell’abbassamento continuo dell’età di esordio al consumo di cannabis, come conseguenza della sua massiccia diffusione, ma ancora di più sul taglio della stessa con sostanze sintetiche, che la renderebbero molto più potente e imprevedibile.

Una potenza non più dovuta alla sola presenza di THC, ma amplificata grazie a tracce di metanfetamine, ketamina, oppioidi e di altre sostanze quasi sempre non riconosciute come sostanze psicoattive. Una presenza che, come sottolinea Marco Di Nicola, coordinatore del Centro Psichiatrico Integrato di ricerca, prevenzione e cura delle Dipendenze (CePID), Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, può rendere gli effetti del consumo imprevedibili. 

Per Di Nicola “(…) preoccupa molto la comparsa e la disponibilità di prodotti della cannabis a basso contenuto di THC (<1%) adulterati con cannabinoidi sintetici (esaidrocannabinolo) ad elevata potenza, i cui effetti sono imprevedibili: tra i più gravi possono presentarsi alterazioni umorali, deficit cognitivi e sintomi dello spettro psicotico, con possibili ripercussioni sul funzionamento scolastico-accademico e socio-relazionale. E con un rischio molto alto di sviluppare una dipendenza.”

Tra le persone che accedono al CePID per problematiche correlate all’uso di sostanze, circa un quarto rientra nella fascia d’età tra i 18 e i 35 anni. La maggior parte di queste persone è inconsapevole del taglio della cannabis con altre sostanze e spesso rischia molto di più di quanto pensa.

Se l’obiettivo del mercato è cercare di creare sostanze sempre più attrattive, secondo Bersani “(…)  dobbiamo fare tutti molto di più, per offrire una corretta informazione e mettere in guardia sui rischi: è un impegno che deve coinvolgerci tutti, ciascuno per la propria parte, perché la sfida è collettiva, globale, cruciale.”

 

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