le quattro ondate di decessi legate a overdose di oppiacei negli USA

Oggi il consumo ricreativo di fentanil e suoi derivati, in combinazione con sostanze stimolanti rappresenta la punta di diamante dell'epidemia, tra i consumatori più giovani e in un contesto essenzialmente ricreativo.

Negli USA dal 1999 sono state descritte tre  ondate successive di decessi , legate rispettivamente agli oppioidi prescritti come farmaci (1999-2010), all'eroina (2011-2015) e al fentanil (2016-2020) e ora una quarta ondata legata alla combinazione di fentanil e stimolanti illeciti (2020-2024)

data di pubblicazione:

30 Novembre 2024

Dal 1999 a oggi si sono verificate quattro ondate di decessi legate a overdose di oppiacei negli USA, che hanno provocato il decesso di più di 800.000 americani. Bruno Megarbane, professore presso l’Università Paris Cité, in un articolo pubblicato su The Conversation, sintetizza come si è arrivati a questa gravissima situazione a livello di sanità pubblica.

“Per quasi un quarto di secolo, una grave epidemia di morti secondarie a overdose da oppioidi ha imperversato nel Nord America, e in particolare negli Stati Uniti. In questo paese, dal 1999 sono state descritte tre  ondate successive di decessi , legate rispettivamente agli oppioidi prescritti come farmaci (1999-2010), all’eroina (2011-2015) e al fentanil (2016-2020). Si parla ora di una quarta ondata legata alla combinazione di fentanil e stimolanti illeciti (2020-2024).
Diversi fenomeni concomitanti hanno contribuito al verificarsi di questa crisi. L’incremento dell’uso di analgesici oppioidi all’inizio del XXI secolo negli Stati Uniti è stato inizialmente il risultato di eccessive ed inadeguate prescrizioni mediche favorite da un’errata formazione universitaria e post-laurea dei medici.
Infatti, l’ampia prescrizione di questi farmaci è stata erroneamente resa rassicurante in seguito alla pubblicazione di un articolo sulla rivista medica New England Journal of Medicine che spiegava l’assenza di rischio di sviluppare dipendenza se assunti a lungo termine con un analgesico oppioide. Si trattava infatti di uno studio osservazionale pubblicato sotto forma di lettera all’editore, che coinvolgeva un numero ristretto di pazienti, senza valore dimostrativo né validazione esterna.
Questo articolo è stato poi citato centinaia di volte nella letteratura medica per supportare questa falsa teoria, senza ulteriori prove. Le prescrizioni inadeguate di antidolorifici oppioidi sono poi salite alle stelle, alimentate dal marketing aggressivo e abusivo di un’azienda, Purdue Pharma, che ha promosso il suo prodotto a base di ossicodone a medici, farmacisti e pazienti. Questa azienda è ormai fallita ed i suoi dirigenti accusati di aver causato la morte di mezzo milione di persone.
Si è poi aggiunta come concausa l’assenza di un controllo rigoroso delle prescrizioni mediche da parte delle autorità sanitarie, consentendo a questo fenomeno di svilupparsi fino al 2010, prima che non venisse presa la decisione di ritirare l’ossicodone dal mercato da parte del laboratorio Purdue Pharma.
Questo farmaco era poi diventato la principale causa di morte per overdose da oppioidi negli Stati Uniti, le compresse venivano spesso saccheggiate e poi sniffate o iniettate per via endovenosa da pazienti che erano diventati dipendenti in seguito alla prescrizione di analgesici oppioidi a lungo termine.
Così, in questo periodo, la prescrizione di un oppioide ad un membro della propria famiglia e, di fatto, la disponibilità in casa di questo tipo di prodotti, erano diventati il principale fattore di rischio per il verificarsi di un’overdose, in ogni caso non qualcuno che abbia mai ricevuto una prescrizione di oppioidi.
Successivamente e dopo il ritiro dal mercato dell’ossicodone della Purdue Pharma e la sua sostituzione con una formulazione a rilascio ritardato non pillolabile, i pazienti dipendenti si sono rivolti al consumo di eroina (prodotta e portata dall’Afghanistan) poi di fentanil (prodotto a costo inferiore nei laboratori di sintesi principalmente in Messico ì, da materie prime importate dalla Cina o dall’India).
Potenti analoghi strutturali del fentanil, inizialmente sintetizzati come possibili farmaci candidati dall’industria farmaceutica, sono poi diventati la principale fonte di morte per oppioidi e l’accelerazione della crisi mortale negli Stati Uniti. Nonostante un rapido calo nell’uso di oppioidi da prescrizione a partire dal 2010, i decessi per overdose hanno continuato ad aumentare e si è addirittura osservata un’accelerazione fino al 2024.
Pertanto, nel 2023, negli Stati Uniti circa 90.000 decessi sono stati attribuiti a overdose da oppioidi, di cui oltre l’85% al fentanil e ai suoi derivati. Nel 2022, circa 50 milioni di pillole adulterate e 4,5 tonnellate di fentanil in polvere sono state sequestrate dalle autorità doganali statunitensi, per un totale di 388 milioni di dosi letali. Abbastanza da uccidere l’intera popolazione americana.
Oggi il consumo ricreativo di fentanil e suoi derivati, in combinazione con sostanze stimolanti ( cocaina e anfetamine ) rappresenta la punta di diamante dell’epidemia, tra i consumatori più giovani e in un contesto essenzialmente ricreativo.
E’ bene sapere che il fentanil è 300 volte più potente della morfina e un suo derivato, il carfentanil, è 10.000 volte più potente della morfina… quindi molto tossico.
Diversi fattori hanno quindi contribuito alla progressione quasi esponenziale ed irrimediabile dell’epidemia tra il 2020 e il 2024, tra cui in particolare:

  • l’emergere di nuove molecole sintetiche molto potenti tra cui i derivati del fentanil ma anche altri tipi di oppioidi come i nitazeni ,
  • lo sviluppo di composti ad alto rischio di dipendenza e rapida acquisizione di tolleranza,
  • l’uso combinato di più farmaci, come quelli stimolanti ma anche xilazina ( “farmaco zombie”).

Fattori di vulnerabilità individuale, genetici o non genetici, spiegano anche l’aumento del rischio di morte tra alcuni consumatori. Infine, lo stile di vita nella moderna società occidentale è stato messo in discussione favorendo il consumo di droghe sempre più pericolose.”

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