L’azzardo online e il ruolo dei Comuni: una ricerca

ll rapporto si offre come strumento utile per gli Enti Locali nell'azione di contenimento del gioco d'azzardo

Si tratta di un rapporto che approfondisce i dati relativi all'azzardo di quei Comuni, 3.232, che hanno una popolazione compresa tra i 2.000 e i 9.999 abitanti.

data di pubblicazione:

14 Novembre 2024

Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon, a pochi mesi dalla pubblicazione del Libro Nero dell’azzardo online, approfondisce ulteriormente il tema attraverso un nuovo rapporto dal titolo Non così piccoli. L’azzardo online nei piccoli comuni italiani. 

Un rapporto che approfondisce i dati relativi all’azzardo di quei Comuni, 3.232, che hanno una popolazione compresa tra i 2.000 e i 9.999 abitanti. Sul sito di Se questo è un gioco, si sottolinea come gli Enti Locali, piccoli e grandi, giochino un ruolo fondamentale nelle politiche di monitoraggio e contrasto di questo fenomeno anche se i limiti geografici, come dimostrano i dati del gioco online, sono sempre meno vincolanti.

Ma il territorio resta comunque un punto di riferimento imprescindibile, e guardando i dati del rapporto emerge che “(…)  se mediamente si gioca di più nei medi e grandi centri, la quantità di anomalie nella fascia dei piccoli comuni è importante, pur con una decisa maggioranza nei Comuni del Sud. I numeri più alti sono nelle Provincie di Palermo, Messina, Lecce, Cosenza, Napoli, Salerno e Vibo Valentia.”

Tra le anomalie dei piccoli Comuni due in particolare vengono segnalate nell’articolo. La prima riguarda le piccole città ad economia turistica, che fa pensare che una parte del ricavato di questa economia venga riciclata proprio nell’azzardo online, mentre la seconda è la conferma che l’azzardo online registra i numeri più elevati nelle aree a maggiore concentrazione della malavita organizzata. Il gioco online ha infatti probabilmente assorbito una parte del riciclaggio esercitato nel passato attraverso le slot machine fisiche.

Ma cosa possono fare i Comuni, oltre a quello che già fanno? Sicuramente quello di regolamentare e contenere l’offerta in costante aumento, ed il rapporto si presenta proprio come uno strumento utile per andare in questa direzione.

 

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