i consumi di droghe illegali nei giovani tornano a livelli pre-pandemici

Nel tempo si è ridotta l’età della prima ubriacatura e c’è stato anche un sorpasso di genere: nel 2023 sono soprattutto le ragazze ad aver consumato in eccesso

Il numero di studenti che iniziano a fare uso di cannabis a 14 anni è in costante aumento, con un picco nel 2023 in linea con quanto osservato prima della pandemia, confermato anche nei consumi di cocaina, oppiacei e allucinogeni

data di pubblicazione:

15 Ottobre 2024

I consumi di droghe illegali nei giovani tornano a livelli pre-pandemici. In un’intervista all’agenzia di stampa Dire, il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano ha commentato i dati dell’ultima relazione annuale sulle tossicodipendenze. Fra le tendenze rilevate da Mantovano, il forte aumento di concentrazione di THC contenuta nella cannabis, il cui consumo in età evolutiva presenta molte criticità.

“La marijuana che fuma Sfera Ebbasta non è certamente leggera e non fa certamente distendere. Non considerate questi dei meri numeri: dietro alle cifre e ai grafici ci sono persone, adolescenti, le loro famiglie, le tragedie che ogni giorno si consumano grazie all’uso di stupefacenti in centinaia di migliaia di mura domestiche. Vi invito a non leggere questi numeri come mere statistiche”.

Lo ha detto il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano, commentando i dati dell’ultima relazione annuale sulle tossicodipendenze del dipartimento Antidroga della Presidenza del Consiglio, nel corso dell’audizione a San Macuto da parte della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul degrado materiale, morale e culturale nella condizione dei minori, con focus sulla diffusione di alcool, nuove droghe, aggressività e violenza. I dati, riconducibili al biennio 2022-2022 segnano il ritorno dei consumi si sostanza stupefacenti ai livelli prepandemici.

Infatti, “nel biennio 2022-2023 è stato registrato un aumento dei consumi di sostanze stupefacenti, che sono tornati ai livelli prepandemici: 4 giovani su 10 tra i 15 e i 19 anni ha assunto una sostanza stupefacente almeno una volta nella vita. Nel 2023 ben 516mila studenti, il 34% di tutti quelli tra i 15 e i 17 anni, ha detto di aver consumato almeno una volta una sostanza illegale, mentre il 4,5% ne fa un uso frequente”.

Lo ha detto il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano, citando i dati dell’ultima relazione annuale sulle tossicodipendenze del dipartimento Antidroga della Presidenza del Consiglio, nel corso dell’audizione a San Macuto da parte della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul degrado materiale, morale e culturale nella condizione dei minori, con focus sulla diffusione di alcool, nuove droghe, aggressività e violenza.

L’alcol, ha sottolineato Mantovano, “è la sostanza psicoattiva di più comune utilizzo, assunta dal 69% dei minori nel 2023; le intossicazioni e il binge drinking riguardano rispettivamente il 13 e il 25% dei minori, e sono fonte di pericolo per la correlazione con le condotte antisociali. Nel tempo si è ridotta l’età della prima ubriacatura e c’è stato anche un sorpasso di genere: nel 2023 sono soprattutto le ragazze ad aver consumato in eccesso”.

Tra le sostanze illegali, ha proseguito il sottosegretario, “la più usata è la cannabis, seguita dalle nuove sostanze psicoattive e poi cannabinoidi, stimolanti, anabolizzanti, oppiacei. Per quanto riguarda la cannabis, 265mila ragazzi tra 15 e 17 anni, il 17% del totale, hanno riferito di averne fatto uso nel corso del 2023, con valori tornati a prima della pandemia.

Un dato su cui richiamo l’attenzione è l‘aumento della percentuale media di principio attivo: 40 anni fa quando ho iniziato fare il giudice il thc viaggiava tra l’1 e il 2%, mentre al naturale non supera il 2,5%. La concentrazione media nei sequestri di hashish è passata dal 17% nel 2018 al 25% nel 2023. Anche l’1% in età evolutiva può avere effetti gravi, invito quindi ad estrema cautela nel definire leggera una sostanza che ha il 25% di principio attivo, sarebbe come mettere sullo stesso piano mezzo litro di birra e mezzo litro di grappa.

Anche il ghb, la cosiddetta droga dello stupro, è considerata leggera: si tratta di una sostanza che se somministrata in maniera controllata ha effetti positivi sui disturbi del sonno e sul trattamento dell’alcolismo, mentre è fonte di pericolo l’uso non sotto controllo medico”.

E ancora: “Il numero di studenti che iniziano a fare uso di cannabis a 14 anni è in costante aumento, con un picco nel 2023 in linea con quanto osservato prima della pandemia, confermato anche nei consumi di cocaina, oppiacei e allucinogeni dopo il calo del biennio 2020-2021- ha proseguito Mantovano- Sono in crescita anche i consumi delle nuove sostanze psicoattive, che come fonte principale di acquisto hanno il mercato del web. Un dato di rilievo riguarda anche l’uso di psicofarmaci senza prescrizione, riportato dal 10% studenti tra i 15 e i 17 anni, mentre nel 2021 era il 6,6%”.

Nel 2023, ha continuato il sottosegretario, “sono stati denunciati per reati correlati alla droga 1.246 minorenni, il 4,5% del totale delle denunce, con un aumento del 10% rispetto all’anno precedente. Nello stesso anno sono stati segnalati 3.799 minorenni, il 12% di tutti i segnalati per possesso di sostanza stupefacente per uso personale. La quasi totalità delle segnalazioni riguarda cannabinoidi”.

Sul piano sanitario, “nel 2023 il 10% degli accessi in pronto soccorso per patologie correlate alla droga ha riguardato minorenni. Si è ridotta la percentuale dei minori in carico ai servizi sociali minorili correlati alla droga: nel 2023 erano in trattamento 2.800 giovani under 19, il 2% del totale, per la maggior parte a causa di cannabinoidi”.

Inoltre, ha proseguito Mantovano, “per quanto riguarda il legame tra sostanze psicoattive, incluso l’alcol, e i comportamenti a rischio, compresa la violenza anche digitale, nel 2023 il 40% degli studenti minorenni ha partecipato a risse e il 14% a episodi di violenza collettiva, mentre il 6% danneggiato proposito beni pubblici o privati, rappresentando il 7,6 e il 4,2% del totale di questi reati. L’8,1% dei minori ha già avuto problemi con le forze dell’ordine e il 6,5 ha fatto seriamente male a qualcuno tanto da richiedere un intervento medico. Il 30% dei minorenni è stato coinvolto in fenomeni di cyberbullismo, il 10% ha assistito a una scena di violenza filmata da qualcuno con il cellulare, il 2% l’ha filmata direttamente”.

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