SALUTE MENTALE, VIRTUALE E GIOVANI

I centri di salute mentale sono pieni di adolescenti alle prese con problematiche inedite fino a qualche anno fa, con comportamenti antisociali, impulsivi e privi di empatia

L’85% degli adolescenti tra gli 11 e i 17 anni usa sistematicamente il telefonino e il 72% naviga su Internet trascorrendo tutti i giorni dalle tre alle sei ore connessi

data di pubblicazione:

8 Agosto 2024

Nei centri di salute mentale il profilo di utenti minori è diverso rispetto al passato, anche a causa dell’uso crescente di social, rete e di strumenti e spazi virtuali da parte degli adolescenti.

Renato Perina, blogger culturale e operatore di teatro sociale, interviene su Il Fatto Quotidiano con una riflessione sul mondo giovanile. Alla perdita di rapporti in presenza, si unisce l’intensificazione dei rapporti a distanza e dell’uso di social e della rete a tutti i livelli. Ciò starebbe co-determinando un aumento di problemi di varia natura riferibili alla salute mentale dei giovani.

“Sarebbero 66 mila i ragazzi tra 11 e 17 anni con tendenza all’isolamento sociale per abbuffata da virtuale. (…) In sostanza i ragazzi e le ragazze hanno costruito molte delle loro abitudini quotidiane attorno ai dispositivi virtuali di cui fanno un uso ossessivo e in barba alle regole inventate dagli adulti e messe lì giusto per darsi una lavata di coscienza: per esempio, il divieto di iscrizione ad alcuni social per i ragazzi minori di 13 anni è violato da 2 su 3 di loro. L’86% per cento dei ragazzi entro i 18 anni fa parte di una community, che tradotto significa illudersi di frequentare un gruppo senza di fatto essere presente e ancor di più sono coloro che possiedono un profilo social senza socializzazione che non sia filtrata dallo schermo del Pc o dello smartphone.

Tutto normale? A quanto pare sì perché ormai le tecnologie digitali e virtuali godono di inarrestabile ascesa e persino coloro che dovrebbero vigilare sulle degenerazioni psicopatologiche del mezzo (educatori, insegnanti ecc.) sembrano arresi ad una deriva ipnotica di massa, dove gli smartphone sono assurti a babysitter per i piccoli e ansiolitici per i più grandi. L’85% degli adolescenti tra gli 11 e i 17 anni usa sistematicamente il telefonino e il 72% naviga su Internet trascorrendo tutti i giorni dalle tre alle sei ore connessi, palleggiando la loro mente tra un sito e l’altro accumulando una quantità di informazioni impossibili da processare, nella migliore delle ipotesi delle pseudo informazioni scambiate per conoscenze.

Eppure un qualsiasi manuale di psicologia dello sviluppo sottolinea come in particolare l’infanzia, l’adolescenza e la prima giovinezza sono tempo di vita in cui la relazione e la socializzazione in presenza sono decisive per la costruzione identitaria. E’ infatti la presenza fisica degli altri che rende questa esperienza fattiva all’interno di precisi confini e limiti temporali e spaziali, requisiti indispensabili per rendere “umano” il rapporto (esattamente il contrario del virtuale che rende tutto illimitato), per modulare insicurezze e paure in un campo di realtà che mette alla prova perché si nutre di vita e non della sua rappresentazione ideale ed irraggiungibile.

Parlare con gli amici, l’essere compresi e misurarsi con i conflitti, essere sostenuti e sostenere, sono esperienze non virtualizzabili perché i processi sottesi sono aspetti centrali dello sviluppo e pressoché assenti in un ambiente artificiale, incapace di riprodurre il senso profondo della relazione umana in presenza, rischio compreso e necessario. Internet, i social, le community, è noto, tendono ad idealizzare l’esistenza.

L’esistenza, imperfetta per definizione, assume sempre più spesso le forme vuote del corpo perfetto, della trasgressione senza conseguenze (spesso molto gravi, invece), le sole forme dell’abito, del trucco, dell’oggetto di moda vengono integrate nell’identità come indispensabili per sentirsi desiderati e, in fondo, amati. Un inganno scandaloso che lascia milioni di adolescenti inermi e indifesi di fronte a modelli trasmessi loro in modo tanto subliminale quanto cinico e che investe il loro stesso corpo alimentando dismorfofobia. Un esempio? Gli interventi chirurgici estetici sui minori sono negli ultimi anni cresciuti del 33%, quasi 700 mila adolescenti italiani si sono fatti ritoccare il loro corpo.

I centri di salute mentale, si diceva, sono pieni di adolescenti alle prese con problematiche inedite fino a qualche anno fa, con comportamenti antisociali, impulsivi e privi di empatia, uso disinvolto di psicofarmaci e intolleranti a minime forme di disciplina. In Lombardia sono 10.000 gli adolescenti che avrebbero bisogno di ricovero specialistico ma solo la metà di loro trova adeguata assistenza.
Secondo uno studio dell’Università di Pavia e citato da Polis si assiste ad “un aumento dei ragazzi che presentano ideazione suicidaria o comportamenti autolesivi accolti in Pronto soccorso e ricoverati”, nel 2022 più del 186% se comparato con il 2015, e guardandomi intorno ci giurerei che il dato è in crescita. C’è poi il problema della mancata continuità delle cure (quando ci sono) tra ospedale e il territorio sociale e comunitario. Ma, vien da chiedersi, quale “territorio”?”
Ti potrebbe interessare anche
24 Maggio 2026

Crisi in carcere

la crisi del trattamento delle tossicodipendenze

23 Maggio 2026

Le droghe come strumenti di destabilizzazione

diventano tali solo se trovano ampi gruppi di persone disponibili a consumarle

22 Maggio 2026

I cartelli della droga: una narrazione alternativa

Una narrazione dei cartelli messicani funzionale alla militarizzazione del territorio

21 Maggio 2026

La nuova stagione degli psichedelici terapeutici

sostanze considerate illegali rappresentano oggi una possibilità di cura

20 Maggio 2026

Rassegna clinica sul tabagismo

Rassegna promossa da FeDerSerD

19 Maggio 2026

L’ultimo azzardo

Un podcast sul gioco d'azzardo

18 Maggio 2026

Bologna: aumenta il consumo di crack e il policonsumo

E' quanto emerge dal rapporto 2025 sulle Dipendenze

17 Maggio 2026

Il ruolo del “tempo” nei gioco d’azzardo online

Il tempo perde il suo valore reale nell'iperconnessione

16 Maggio 2026

Una vita sessuale sana è un diritto ad ogni età

La prevenzione è ancora un tabù

15 Maggio 2026

Il consumo di crack in una società in crisi di relazioni

Servono servizi a bassa soglia per la riduzione del danno che incontrino i consumatori

14 Maggio 2026

Un nuovo CPR in Toscana?

Una questione ancora aperta

13 Maggio 2026

L’emergenza sommersa dei minori stranieri non accompagnati

Tra consumo di sostanze e salute mentale

12 Maggio 2026

Symposium WTFC Genova 2026

uno dei principali momenti di confronto tra le comunità terapeutiche di tutto il mondo

11 Maggio 2026

Fumo di tabacco e riduzione dei rischi

Le politiche di riduzione dei rischi di Svezia e Nuova Zelanda

10 Maggio 2026

Onde di salute

Un podcast che riflette sulla salute in un'ottica di genere

9 Maggio 2026

Profilassi HIV e farmaco a lunga durata

Approvato da AIFA il primo farmaco iniettabile

8 Maggio 2026

I passi avanti della psilocibina

Curare la depressione col principio attivo dei funghi allucinogeni

7 Maggio 2026

Lavoro di riduzione del danno e tutele per gli operatori

Il CNCA nazionale vicino alla cooperativa Borgorete e ai suoi operatori rinviati a giudizio

7 Maggio 2026

Il consumo di droghe e la conseguenze sui lavoratori

Le sanzioni non possono essere l'unica strada da perseguire

6 Maggio 2026

Svezia: calo importante dei fumatori di sigarette

Aumentano i consumatori di prodotti alternativi a base di nicotina

Panoramica privacy

Dati Personali trattati per le seguenti finalità e utilizzando i seguenti servizi:

Mailing list o newsletter

Dati Personali: cognome; email; nome

Modulo di contatto

Dati Personali: cognome; email; indirizzo fisico; nome; numero di telefono

Google Analytics

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Google Fonts

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Informazioni di contatto

 

Titolare del Trattamento dei Dati

Azienda AUSL Toscana Centro
Sede legale Piazza Santa Maria Nuova, 1 - Firenze P.I. e C.F.: 06593810481

Indirizzo email del Titolare: info@cesda.net