kush la droga che si sta diffondendo in alcun paesi africani

Si tratta di una miscela sintetica di oppioidi, cannabis e disinfettanti

i consumatori abituali sarebbero giovani dai 18 ai 25 anni. Si tratta soprattutto di persone che non lavorano e vivono in stato di estrema povertà

data di pubblicazione:

7 Luglio 2024

Sul sito della rivista Nigrizia, che si occupa di notizie dal continente Africano, si parla della grande diffusione di una droga chiamata KUSH in Sierra Leone. Droga apparsa per la prima volta nel paese circa una decina di anni fa, prodotta e venduta per lo più da bande criminali. Si tratta di una miscela sintetica di oppioidi, cannabis, disinfettanti e, secondo alcuni abitanti del luogo, polvere di ossa umane dissotterrate dalle tombe e triturate. Quest’ultima parte enfatizzata soprattutto dalla stampa ma poco attendibile.

Di fatto la composizione varia da luogo a luogo. Tra gli oppioidi sintetici si dice vi siano Fentanil e Tramadolo – potenti analgesici narcotici – oltre che formalina e un disinfettante.

Tra gli effetti principali ci sarebbe uno “(…) sballo ipnotico e duraturo che può staccare gli utilizzatori dalla realtà per diverse ore”. Effetti che hanno la conseguenza di causare spesso incidenti lungo le strade, dove persone camminano incuranti dei pericoli. Secondo uno dei pochi presidi sanitari del paese che si occupa di questo fenomeno i consumatori abituali sarebbero giovani dai 18 ai 25 anni. Si tratta soprattutto di persone che non lavorano e vivono in stato di estrema povertà. Molti di loro riferiscono che per sfuggire a questa realtà ricorrono al Kush, che diventa spesso una vera e propria dipendenza. Non ci sono numeri ufficiali sui consumatori, ma “(…) nel 2003 abbiamo registrato oltre 2mila casi di persone dipendenti dal kush. Molti tuttavia muoiono nelle case o per strada», ha dichiarato un medico del Teaching Hospital, l’ospedale psichiatrico universitario della Sierra Leone, a Freetown.

La diffusione del KUSH si sta allargando anche ad altri paesi limitrofi, come la Liberia e la Guinea, ed ha come principali consumatori sempre giovani in stato di estrema povertà. Contrastare questo fenomeno non è semplice per diversi motivi: scarsa presenza di presidi sanitari, debole lotta al traffico illegale e poca sensibilizzazione sui rischi del consumo.

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