Critiche al nuovo decreto sul gioco d’azzardo

in particolare il comma sulla pubblicità del gioco responsabile è un punto critico

Se nel 2018 era stato introdotto un divieto assoluto per la pubblicità di giochi e scommesse, ora torna l’invito a giocare responsabile con questa nota: «promozione, comunicazione e diffusione di messaggi a soli fini sociali, funzionali alla diffusione del gioco sicuro e responsabile… che riportano il marchio del concessionario»

data di pubblicazione:

21 Marzo 2024

E’ disponibile una riflessione di Maurizio Fiasco sul sito VITA.IT riguardo l’approvazione, in via definitiva del Consiglio dei Ministri, del decreto legislativo che reca Disposizioni in materia di riordino del settore dei giochi, a partire da quelli a distanza, ai sensi dell’articolo 15 della legge 9 agosto 2023, n. 111. Ora mancherebbe solo l’approvazione formale del testo da parte degli uffici del Quirinale.

Ma gli aspetti critici secondo Fiasco sono diversi. Primo tra tutti “nel testo finale approvato si è aggiunta una lettera “m” al comma 2 dell’art. 3, là dove si parla di pubblicità. Se nel 2018 era stato introdotto un divieto assoluto per la pubblicità di giochi e scommesse, ora torna l’invito a giocare responsabile con questa nota: «promozione, comunicazione e diffusione di messaggi a soli fini sociali, funzionali alla diffusione del gioco sicuro e responsabile… che riportano il marchio del concessionario». Proprio così: sarà obbligatorio dare evidenza al marchio di chi offre il gioco d’azzardo.”

Per Fiasco le società che si occupano di gioco d’azzardo non hanno bisogno di pubblicità di questo tipo. C’è già la dipendenza da gioco che spinge i numeri verso l’alto: “lo confermano i dati del periodo successivo all’introduzione del divieto assoluto di pubblicità e sponsorizzazione di qualsiasi tipo. Tra il 2019 (entrata in vigore della norma) e il 2022 il volume complessivo dei giochi d’azzardo “in concessione” è aumento di ben 25,5 miliardi di euro. E avrebbe segnato numeri ancora più ragguardevoli, se non vi fosse stata la pandemia da Covid-19. Ed infatti nel 2023 si è sfiorato il “muro” dei 150 miliardi di euro. Nell’anno in corso i primi segnali parlano già di un ulteriore incremento.”

Dunque, si chiede l’autore dell’articolo, quale bisogno c’è di questa tipo di pubblicità? Perché il vero obiettivo che sta dietro a questo comma “(…) è quello di mettere a disposizione una risorsa immateriale che in questi anni è venuta meno o meglio, si è nettamente ristretta: la reputazione positiva del gioco d’azzardo e delle relative società for business.

Per Fiasco in un paese dove una parte dell’opinione pubblica percepisce il gioco d’azzardo come un disvalore sociale, serviva un’operazione di marketing efficace, finalizzata a ridare una reputazione positiva alle società dell’azzardo.

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