valorizzare la figura dello psicologo nelle carceri toscana

per l'Ordine degli psicologi toscani c'è una emergenza salute mentale

In particolare i due istituti di Sollicciano di Firenze e Le Sughere di Livorno, sono i contesti più problematici. In generale non si tratta solo del dramma dei suicidi, ma anche dei gesti autolesivi ed eterolesivi che si stanno registrando.

data di pubblicazione:

16 Marzo 2024

Emergenza salute nelle carceri toscane. E’ quanto afferma Ilaria Garosi, membro del gruppo di lavoro sulla psicologia penitenziaria dell’Ordine toscano, facendo una fotografia dello stato di salute psicologica dei detenuti e degli agenti di Polizia penitenziaria nelle carceri toscane. In particolare i due istituti di Sollicciano di Firenze e Le Sughere di Livorno, sono i contesti più problematici. In generale non si tratta solo del dramma dei suicidi, ma anche dei gesti autolesivi ed eterolesivi che si stanno registrando.
Secondo Garosi su questi comportamenti incide in modo significativo il sovraffollamento degli istituti, “(…)  un fattore che evidentemente incide in maniera negativa, così come la tipologia delle persone detenute: molti individui già problematici vengono detenuti anziché adeguatamente trattati nelle strutture sanitarie. Parliamo di casi in cui il quadro psicopatologico dovrebbe prevedere soluzioni alternative al carcere.
Ci sono poi moltissimi stranieri che vivono una condizione di solitudine maggiore causata dalla non presenza dei familiari e da differenze culturali che rendono complesso l’adattamento alla vita detentiva. Ci sono persone detenute tossicodipendenti che avrebbero necessità di percorsi terapeutici esterni al carcere”.
Per quanto riguarda i suicidi, Garosi afferma che non tutti sono riconducibili al disagio mentale, ma sicuramente le condizioni detentive o comunicazioni relative ai familiari possono aumentare notevolmente il disagio psicologico. Disagi che vanno accolti e gestiti, cosa complessa e non indolore soprattutto per gli agenti di Polizia penitenziaria. Figure queste ultime che possono essere esposte ad eventi critici che li espongono a traumi psicologici e stress.
In questo quadro gli psicologi, secondo Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli psicologi della Toscana “(…) possono offrire un contributo importante nella rilevazione dei bisogni e dei fattori di rischio e sarebbe importante quindi che il lavoro integrato che gli stessi fanno nelle equipe multiprofessionali dei vari istituti fosse valorizzato”.

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