Sigarette elettroniche: un dibattito aperto

ancora pochi e discordi gli studi sugli effetti sulla salute

Il dibattito, anche scientifico, riguarda non solo quali siano i rischi, ma anche se siano efficaci per diminuire il consumo di quelle tradizionali.

data di pubblicazione:

3 Marzo 2024

Si torna a parlare di sigarette elettroniche e di come queste potrebbero fare diminuire il consumo di quelle tradizionali, ritenute più pericolose.

Questo è quello che si propone la nuova legge in preparazione nel Regno Unito, che proibirà l’utilizzo di questi dispositivi usa e getta. In questo modo il Governo inglese punta a ridurre, soprattutto tra la popolazione giovanile, il consumo di fumo in generale. Se per quanto riguarda il consumo di sigarette tradizionali, che bruciano il tabacco, la ricerca scientifica è d’accordo rispetto ai rischi per la salute, non si può dire altrettanto per i dispositivi elettronici. Ancora gli studi scientifici sono pochi per decretare con sicurezza l’esistenza o meno di rischi per i consumatori.
Il dibattito, anche scientifico, riguarda non solo quali siano i rischi, ma anche se siano efficaci per diminuire il consumo di quelle tradizionali.
Per quanto riguarda il contenuto delle sigarette elettroniche, di solito tra gli ingredienti più ricorrenti ci sono: glicole propilenico, cioè un additivo che viene spesso impiegato per diluire varie soluzioni; glicerolo, una sostanza oleosa come la glicerina (che altro non è che glicerolo a una certa concentrazione) e infine aromi che servono a dare al vapore un profumo e per farne percepire il sapore in bocca, quando viene inalato.
Nell’ampolla può anche essere disciolta della nicotina, il composto che contribuisce alla dipendenza dal tabacco. Questa sostanza è presente in concentrazioni diverse a seconda delle preferenze e dei motivi per cui si è deciso di utilizzare una sigaretta elettronica.” Anche rispetto al fatto che un consumo di fumo con dispositivi elettronici riduca il consumo di sigarette tradizionali non c’é accordo. Cosa dicono alcune ricerche recenti?
Una ricerca del 2017 nel Regno Unito, su ex fumatori, ha “(…) rilevato una riduzione importante delle sostanze cancerogene presenti nel loro organismo nei sei mesi in cui erano passati alle sigarette elettroniche. Altri studi hanno però sollevato dubbi sulla sicurezza di alcune sostanze presenti nei liquidi. La glicerina e il glicole propilenico, per esempio, possono portare alla produzione di acetaldeide e formaldeide, sostanze certamente cancerogene; le quantità sono relativamente basse, ma il rischio non deve comunque essere sottovalutato.”
Anche per quanto riguarda gli aromi presenti permangono ancora dubbi. Anche se sono sostanze utilizzate nell’industria alimentare, che se ingerite non provocano danni, potrebbero modificarsi chimicamente o fisicamente durante la fase di riscaldamento. Per 7.000 di queste sostanze mancano ancora studi. Oltre a questo va considerata la manutenzione degli apparecchi e il loro corretto utilizzo, tutti fattori che influiscono sulla salute nel suo insieme.

Cosa è emerso da una revisione pubblicata alla fine del 2022, dall’associazione internazionale Cochrane, che ha riguardato 78 studi e 22.000 persone? Che gli effetti ci sono “(…) nel breve-medio periodo legati all’utilizzo delle sigarette elettroniche. Le principali conseguenze riguardano irritazioni alla gola e alla bocca, mal di testa, tosse e nausea, che sembrano però diminuire con il tempo.” Da questo rapporto è emerso anche che le sigarette elettroniche sono più efficaci, rispetto ai metodi tradizionali, nell’aiutare a smettere di fumare.
“Secondo gli esperti dell’organizzazione gli indizi trovati nella letteratura scientifica sono molto solidi, anche se non è ancora chiaro se ci sia una particolare differenza tra sigarette elettroniche con e senza nicotina nell’aiutare a smettere di fumare. Parte dell’incertezza deriva dal fatto che la dipendenza dal fumo non è data solamente dalla nicotina, ma anche dall’abitudine e dalla gestualità che accompagna il momento in cui si fuma. Prendere una sigaretta, accenderla, inalarne il fumo, tenerla tra le dita e infine spegnerla sono gesti che psicologicamente hanno un ruolo importante nell’esperienza complessiva del fumo, e sono spesso un’abitudine molto difficile da perdere.”
Meno nette le conclusioni di un rapporto della Commissione europea sulle sigarette elettroniche. Secondo il documento “(…) c’erano prove deboli-moderate sull’utilità di questi dispositivi per ridurre per lo meno il consumo di tabacco. In molti casi, infatti, i fumatori delle normali sigarette diventano anche utilizzatori delle sigarette elettroniche, ma senza rinunciare totalmente alle prime.”
Anche se in Italia, secondo l’ISS, la percentuali di utilizzatori di sigarette elettroniche si attesta ancora sul 2-4%, è fondamentale seguire con attenzione gli sviluppi di questi studi per impedire ulteriori danni dal consumo di fumo.

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