L’INDICE GLOBALE DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

l'indice rappresenta uno strumento interessante, che permette di stimare la forza della criminalità organizzata e le capacità di contrasto per ciascun Paese

L'indice globale della criminalità organizzata valuta tutti i 193 Stati membri dell'ONU in termini di portata e di dimensioni della criminalità, da un lato, e di resilienza, ovvero di capacità di resistere e contrastare le attività della criminalità organizzata, dall'altro

data di pubblicazione:

13 Febbraio 2024

L’indice globale della criminalità organizzata valuta tutti i 193 Stati membri dell’ONU in termini di portata e di dimensioni della criminalità, da un lato, e di resilienza, ovvero di capacità di resistere e contrastare le attività della criminalità organizzata, dall’altro.

Si tratta di uno strumento interessante, che permette di stimare la forza della criminalità organizzata e le capacità di contrasto per ciascun Paese. Ciò consente anche una comparazione fra Paesi e aree regionali. L’indice globale della criminalità organizzata è disponibile sul sito di Global Iniziative Against Transanational Organized Crime.

La prima componente dell’Indice – la criminalità – è composta da due sottocomponenti: i mercati criminali e gli attori criminali.

Il primo è definito come i sistemi politici, sociali ed economici che circondano tutte le fasi del commercio illecito e/o dello sfruttamento di beni o persone.
Ai fini dell’Indice globale della criminalità organizzata, per “criminalità organizzata” si intendono le attività illegali, condotte da gruppi o reti che agiscono di concerto, impegnandosi nella violenza, nella corruzione o in attività correlate al fine di ottenere, direttamente o indirettamente, un beneficio finanziario o materiale. Tali attività possono essere svolte sia all’interno di un Paese che a livello transnazionale.

Il secondo sottocomponente della criminalità – attori criminali – valuta la struttura e l’influenza di cinque tipi di attori criminali: gruppi di stampo mafioso, reti criminali, attori inseriti nello Stato, attori stranieri e attori del settore privato.

Per produrre una rappresentazione completa e accurata dell’ambiente della criminalità organizzata nei diversi contesti, l’Indice valuta anche la qualità e l’efficacia delle misure di resilienza nazionali. Mentre il punteggio relativo alla criminalità consente agli stakeholder di identificare le minacce e la loro potenza, il punteggio relativo alla resilienza si riferisce al tipo e all’efficacia delle misure che gli Stati hanno messo in atto per risolvere le minacce della criminalità organizzata che si trovano ad affrontare.

Data la natura della criminalità organizzata e le sue diverse dinamiche in tutto il mondo, la resilienza ha un aspetto diverso nei vari contesti: gli interventi che funzionano in una regione, ad esempio, possono avere uno scarso impatto sui livelli di criminalità in un’altra. Per tenere conto dei diversi problemi posti dalla criminalità organizzata in un’ampia gamma di contesti, le misure di resilienza, come definite nell’Indice, sono di ampia portata e multisettoriali. Nel loro insieme, i 12 indicatori di resilienza costituiscono gli elementi costitutivi delle società per fornire risposte olistiche e sostenibili alla criminalità organizzata.

Ovviamente, sull’Indice influisce molto il ruolo  della criminalità organizzata nella produzione e nel traffico di droghe illegali. Quattro indicatori riferibili al traffico di sostanze partecipano alla misurazione della forza della criminalità organizzata.

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