L’INFLUENZA DELL’ALCOL SULLA SALUTE UMANA: UNA RIFLESSIONE

ESISTE LA POSSIBILITA' DI UN DIALOGO TRA I VARI PORTATORI DI INTERESSI?

"Siamo al punto in cui il confronto tra interessi organizzati, comunità dei ricercatori e promotori della salute pubblica pur abitando la stessa dimora, si ignorano a vicenda e vivono come separati in casa. Ognuno evita l’altro e si limita a utilizzare i propri canali di comunicazione e le proprie sfere di influenza, perseguendo obiettivi sostanzialmente parziali ed autoreferenziali. E lo stesso vale per le aziende"

data di pubblicazione:

10 Dicembre 2023

Nell’ ultimo numero del Notiziario dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool, Michele Contel si interroga sulla possibilità che la comunità scientifica, le autorità sanitarie e l’industria delle bevande alcoliche possano tornare a confrontarsi su un tema importante come quello dell’alcol e della salute. Secondo Contel queste tre entità hanno smesso di dialogare tra di loro, ognuna portando avanti, separatamente, i loro interessi e istanze.
L’alcol è una sostanza psicoattiva ampiamente consumata in tutto il mondo, e il suo impatto sulla salute è oggetto di una continua ricerca scientifica. Per questo, ed altri motivi, anche di ordine economico, va trovato un luogo “(…) in cui si possa avere un confronto sulla natura del bere nelle nostre società aperto e non pregiudicato da schematismi ideologici, appartenenze insuperabili e veti incrociati. E’ possibile si chiede Contel? Se l’industria delle bevande alcoliche ha interesse a promuovere i suoi prodotti, anche le autorità sanitarie devono proteggere la salute delle persone.
“Siamo al punto in cui il confronto tra interessi organizzati, comunità dei ricercatori e promotori della salute pubblica pur abitando la stessa dimora, si ignorano a vicenda e vivono come separati in casa. Ognuno evita l’altro e si limita a utilizzare i propri canali di comunicazione e le proprie sfere di influenza, perseguendo obiettivi sostanzialmente parziali ed autoreferenziali. E lo stesso vale per le aziende”. Tutto questo non è un segnale confortante. Una rappresentazione unica su questo argomento appare non verosimile. Aziende e comunità scientifica hanno obiettivi e interessi diversi, che però devono dialogare tenendo conto delle differenze dei punti di vista.
Pur riconoscendo la differenza tra la scienza e l’economia e concedendo che la ricerca si basa su riscontri oggettivi, non si può nemmeno negare che intorno alla ricerca vi sia un’agenda di influenza”. Spesso i lavori scientifici e “(…) la tensione a pubblicare e a vedere accettate le proprie ricerche spinge implicitamente i gruppi di ricerca a enfatizzare quelle relazioni che leggono la realtà in una direzione facile da comprendere: in bianco e nero”.
“Semplificazione che può rendere più facile la comunicazione ma che non sempre rende giustizia alla verità dei fatti. Nel caso del bere a basse dosi, la tesi per cui non esisterebbe alcun beneficio, oggi dominante nella comunicazione pubblica e in molte raccomandazioni sanitarie – non ha poi un riscontro così assoluto. In realtà non è così facile refutarla e molte analisi che lo fanno presentano bias non meno gravi di quelli che di solito si sollevano contro chi ha sostenuto il beneficio delle basse dosi per la salute cardiovascolare.”
Secondo Contel va recuperata una discussione, sui temi scientifici e sociali del bere, più concreta e meno manichea. In questo modo si eviterebbe quella polarizzazione in atto tra visioni diametralmente opposte sullo stesso argomento, come spesso accade sui grandi temi odierni quali il clima o la pandemia.
“Per affrontare questa sfida, è essenziale promuovere un dialogo aperto e costruttivo tra le tre parti interessate. La comunità scientifica deve impegnarsi nella ricerca imparziale. L’industria delle bevande alcoliche deve lavorare per ridurre i rischi associati ai propri prodotti e contribuire in modo costruttivo al dibattito sulla salute.”

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