REVISIONE DELLA LETTERATURA SU CANNABIS ED ENDOMETRIOSI

gli endocannabinoidi derivati dalla cannabis hanno un effetto protettivo sull'intestino, sopprimendo il gonfiore

I risultati sono principalmente positivi sugli effetti benefici dei cannabinoidi, sia endogeni che esogeni, sugli esiti dell'endometriosi e sulle comorbidità della malattia

data di pubblicazione:

30 Novembre 2023

In un recente studio pubblicato sul Journal of Clinical Medicine, i ricercatori hanno fatto una revisione della letteratura su cannabis ed endometriosi. In particolare, hanno esaminato la letteratura disponibile sulla cannabis come strategia di autogestione nel trattamento del dolore causato dall’endometriosi. Hanno inoltre studiato i meccanismi con cui la cannabis interagisce con il sistema endocannabinoide (ECS) e le interazioni tra microbiota intestinale ed ECS nel trattamento della patologia.

I loro risultati rivelano che gli endocannabinoidi derivati dalla cannabis hanno un effetto protettivo sull’intestino, riducono l’infiammazione intestinale e migliorano la sua permeabilità. Ciò, a sua volta, sopprime il gonfiore, il sintomo più comune dell’endometriosi. Inoltre, i cannabinoidi sopprimono intrinsecamente i recettori del dolore e fungono da antidolorifici naturali. Questi risultati evidenziano il microbiota intestinale e la ECS come futuri obiettivi di sperimentazione clinica nella lotta contro l’endometriosi.

L’endometriosi è una malattia delle donne sessualmente mature, caratterizzata dalla crescita di tessuto simile al rivestimento dell’utero al di fuori dei suoi confini. Si tratta di una patologia comune, che si stima colpisca il 10% di tutte le donne, con sintomi che comprendono forti dolori pelvici ed esiti che includono difficoltà di concepimento.

L’attuale trattamento dell’endometriosi prevede una combinazione di intervento chirurgico e trattamento ormonale. Gli antineuropatici, tra cui il gabapentin, il pregabalin e l’amitriptilina, vengono utilizzati per ridurre il dolore e consentire il normale funzionamento quotidiano.

Data la sua relativa economicità e facilità di accesso, il consumo di cannabis è diventato un’automedicazione popolare contro il dolore dell’endometriosi.

Il presente studio è una revisione descrittiva delle attuali conoscenze scientifiche sull’endometriosi. La ricerca ha identificato che la ECS è coinvolta principalmente nella modulazione del dolore e nella soppressione dell’infiammazione. In particolare, gli endocannabinoidi attivano i recettori CB1 e CB2, sopprimendo così l’elaborazione nocicettiva e inducendo analgesia.

Mentre la ricerca che testa gli effetti diretti dei cannabinoidi sull’endometriosi rimane scarsa, i modelli preclinici hanno mostrato l’impatto positivo dei primi sulle comorbidità della seconda. (…) Inoltre, la ricerca sugli atleti ha associato i cannabinoidi alla soppressione del dolore, all’antinfiammatorio e al miglioramento dell’assorbimento intestinale.

La revisione della letteratura su cannabis ed endometriosi ha approfondito la ricerca sui cannabinoidi, sulla ECS, sul microbiota intestinale e sulla loro associazione collettiva con l’endometriosi. I risultati sono principalmente positivi sugli effetti benefici dei cannabinoidi, sia endogeni che esogeni, sugli esiti dell’endometriosi e sulle comorbidità della malattia. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per valutare la sicurezza della somministrazione di THC e CBD nel trattamento dell’endometriosi.

 

 

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