AIDS, RICERCA E CURE: LA SITUAZIONE GLOBALE

HIV-AIDS: sono diversi i segnali positivi, se si confronta la situazione odierna globale a quella di inizio millennio

oggi ci sono venti milioni di persone in cura e in vent’anni è stato salvato il 38% di chi ha contratto il virus

data di pubblicazione:

27 Novembre 2023

Un articolo del sito Linkiesta fa il punto sulla situazione globale della ricerca e della cure per l’HIV-AIDS. Sono diversi i segnali positivi, se si confronta la situazione globale odierna con quella di inizio millennio: oggi ci sono venti milioni di persone in cura e in vent’anni è stato salvato il 38% di chi ha contratto il virus.

Tuttavia, la circolazione e la trasmissione dell’’Hiv ha causato nel 2022 l’infezione di 1,3 milioni di persone. Rispetto al 2010, l’anno scorso in Est Europa i casi sono aumentati del 49%, in Medio Oriente del 61%. Ma il continente di gran lunga più colpito resta quello africano. Su trentanove milioni di persone positive attualmente, più della metà vive in Africa.

“Secondo l’Economist, ci sono due soluzioni. Inventare nuove medicine, e quindi possibilmente un vaccino, oppure raggiungere quante più persone possibile con le tecnologie esistenti. La prima sembra lontana, perché il virus dell’Hiv è facilmente mutabile, anche se il vaccino «può essere vicino». L’unica strada è quella di insegnare all’organismo come produrre anticorpi, in modo da poter affrontare un’ampia gamma di ceppi virali. E dunque si potrebbero dover creare tre, quattro o cinque vaccini diversi da somministrare nell’ordine corretto. Aziende farmaceutiche come Moderna e BioNTech stanno utilizzando la tecnologia a mRna per accelerare il processo. Ma «anche gli ottimisti non si aspettano di raggiungere il successo in questo decennio».

Laddove non ci si può affidare al preservativo, una soluzione può essere assumere il farmaco PrEP, profilassi pre-esposizione, una pastiglia da prendere tutti i giorni che protegge dall’Hiv al novantanove per cento. Al momento ci sono un milione e mezzo di persone che ne beneficiano, ma non è ovunque così semplice accedervi. Soprattutto nel continente africano, gli ostacoli possono essere culturali o economici.

Tuttavia, è molto positivo il forte abbassamento del prezzo della PrEP , da circa diecimila dollari all’anno (inizio millennio) agli attuali quarantacinque dollari, grazie alle donazioni e agli sconti delle case farmaceutiche. In parallelo, il numero di beneficiari è raddoppiato in pochi anni, dal quindici per cento nel 2017 al trenta per cento nel 2021.

Tra le soluzioni all’orizzonte c’è una iniezione dal nome cabotegravi, della casa farmaceutica ViiV, con una durata di due mesi. Questo rende la cura molto meno invasiva, e facilmente nascondibile. Però al momento è costosa e soprattutto non è disponibile ovunque, tantomeno in Africa, dove ce ne sarebbe più bisogno.

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