VACCINI PER OPPIACEI: UNA SOLUZIONE EFFICACE?

Un vaccino potrebbe essere utile per prevenire ricadute nell’uso di oppiacei per chi ne è diventato dipendente e segue un programma di cura

Lo studio di vaccini contro gli oppiacei è interessante, ma presenta diverse incognite e contraddizioni che vanno attentamente approfondite

data di pubblicazione:

18 Novembre 2023

La sperimentazioni di vaccini per gli oppiacei che potrebbero prevenire le overdosi e la dipendenza è, secondo Riccardo Gatti, una buona notizia, ma presenta diversi svantaggi e contraddizioni. In particolare, secondo Gatti, la sua eccessiva selettività sarebbe inutile perché il consumatore userebbe sostanze simili. Se invece coprisse tutti gli oppiacei conosciuti, bloccherebbe il funzionamento del sistema oppioide.

Un vaccino potrebbe, invece, essere utile per prevenire ricadute nell’uso di oppiacei per chi ne è diventato dipendente e segue un programma di cura. Tra l’altro l’overdose, dopo una disassuefazione, è un rischio reale. La persona diventa più sensibile alla sostanza ed una ricaduta nel consumo, ai dosaggi usuali, può essere fatale. Ma,  qui, stiamo parlando di una popolazione selezionata, che entra in un programma di cura ed è disponibile a farsi seguire nel tempo, in un modo alternativo a quello che prevede l’uso prolungato di farmaci agonisti o agonisti/antagonisti degli oppiacei (per cui, ora, si stanno proponendo anche preparazioni long-acting). Molte persone che usano droghe, non hanno alcuna intenzione di mettersi in cura, per prevenire una possibile dipendenza o una overdose incidentale.

Bisogna anche capire bene il meccanismo di azione di un vaccino. Se fosse troppo selettivo, perché indirizzato specificamente ad una singola sostanza, come il Fentanil, potrebbe essere relativamente inutile: basterebbe shiftare ad un diverso oppiaceo. Se fosse efficace su tutti gli oppiacei, “disattivandoli”, potrebbe creare qualche problema. I recettori che queste sostanze hanno diverse funzioni. I farmaci oppioidi (e gli oppiacei in generale), infatti, potenziano l’effetto analgesico degli oppioidi endogeni. Il blocco completo del funzionamento del sistema oppioide, non mi sembra, quindi, attuabile.

(…) Inoltre, gli oppioidi, potrebbero essere utili per una cura eventuale (es. terapia del dolore). Che fare nel caso in cui diventino necessari, in una persona vaccinata?

Senza entrare in risvolti che hanno a che fare con altre situazioni (tipo vaccinazioni obbligatorie di massa), quindi, è pensabile che i vaccini “contro le droghe” e, in questo caso, contro gli oppiacei, possano essere utilizzabili utilmente in alcuni percorsi terapeutico-riabilitativi, come ausilio a persone a rischio di ricaduta, che decidono di abbandonare completamente l’uso di oppiacei ed anche di eventuali farmaci “sostitutivi”. Questo, però, ribadisco, all’interno di programmi di cura, dove il vaccino diventa un aiuto temporaneo, per raggiungere obiettivi determinati, diminuendo il rischio di “deragliamenti” compulsivi, dal percorso intrapreso.”

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