ANDREA PAZIENZA: UN RICORDO A 35 ANNI DALLA MORTE

un artista che sapeva raccontare storie sia su tavole singole che in formati più di ampio respiro

Alcuni dei  protagonisti ed "eroi" delle sue tavole, fra tutti Zanardi e Pompeo, sorta di alter-ego, sono considerati fra i ritratti più riusciti di una generazione, quella a cavallo fra anni '70 e '80, che ha pagato duramente l'uso di sostanze e soprattutto di eroina.

data di pubblicazione:

13 Giugno 2023

Andrea Pazienza è ricordato, a distanza di 35 anni dalla morte, non solo per essere stato uno dei più talentuosi e apprezzati disegnatori e fumettisti italiani degli anni ’70 e ’80, ma anche per l’importanza che, tanto nella sua vita che nella sua opera, ha avuto il contesto socio-politico a lui coevo. Un’altra associazione quasi obbligata con la vita e l’opera di Andrea Pazienza riguarda il suo tormentato rapporto con le sostanze e in particolare con l’eroina: dopo un tentativo di disintossicazione in Brasile, pochi giorni dopo il suo rientro in Italia, Pazienza viene ritrovato morto per overdose nel suo appartamento di Montepulciano,  il 16 giugno 1988. Alcuni dei  protagonisti ed “eroi” delle sue tavole, fra tutti Zanardi e Pompeo, sorta di alter-ego, sono considerati fra i ritratti più riusciti di una generazione, quella a cavallo fra anni ’70 e ’80, che ha pagato duramente l’uso di sostanze e soprattutto di eroina.

Come scrive, ripercorrendone la storia, Candido Romano, “Qui crea un altro dei suoi personaggi più iconici: Pompeo, che pubblicherà con Editori del Glifo fino al 1987. Un vero e proprio romanzo grafico, o Graphic Novel come si chiamerebbe oggi. Si tratta del vero testamento artistico dell’autore, che racconta la discesa all’inferno dell’eroina con rimandi anche alle vecchie opere dello stesso Pazienza. Un diario introspettivo con un segno e un tratto estremamente ricco ma irregolare. Molto significativi e toccanti sono le tavole de “Gli ultimi giorni di Pompeo”, sulle quali Pazienza si lascia andare in una sorta di introspezione finale che quasi ne annuncia la sua morte. Andrea Pazienza muore la notte del 16 giugno 1988 a Montepulciano a causa di un’overdose di eroina. Non è mai stata la sua dipendenza però questo a caratterizzare uno dei più grandi artisti italiani di tutti i tempi. Il suo stile esuberante e mai uguale a sé stesso, la sua duttilità, il suo muoversi da un medium all’altro senza alcuna difficoltà fa di Pazienza un artista rarissimo e prezioso, che ha davvero rivoluzionato il modo di raccontare a fumetti e ispirato centinaia di autori nei decenni successivi alla sua morte.”

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