LA SALUTE IN CARCERE E LA COMPLESSITA’ DELLE CURE

disturbi da uso di sostanze e la comorbilità psichiatrica complicano i percorsi di cura

I dati presentati dall'Associazione Antigone parlano di un quarto dei detenuti presenti in carcere con Disturbi da uso di sostanze e oltre un terzo di detenuti con una terapia psichiatrica in atto.

data di pubblicazione:

22 Maggio 2023

Sul numero 59 della rivista Mission -Italian quarterly journal of addiction – è possibile leggere un interessante contributo scientifico sul tema della salute in carcere e di come questa sia un obiettivo non semplice da ottenere, in quanto la situazione di disturbi da uso di sostanze e la comorbilità psichiatrica rendono tutto molto più complicato nei percorsi di cura.

In una Società che cambia velocemente come la nostra la coesistenza di malattie psichiatriche e disturbi dovuti al consumo di sostanze stupefacenti non sono sicuramente un fenomeno nuovo, ma l’atteggiamento “consumistico” con cui ci si avvicina alle sostanze ha dato origine a tutta una serie nuova di disturbi che nel tempo tenderanno ad aumentare.
Oltre a questo in una Società dove si registra un aumento generale della solitudine, della povertà (non solo economica, ma anche sociale) e quindi dell’isolamento è probabile aspettarsi un incremento sia delle sofferenze psichiche che di comorbilità, soprattutto nelle fasce di popolazioni più fragili quali gli adolescenti, le donne, i migranti, le persone con basso status socioeconomico, con severa patologia mentale, con disabilità intellettive e coinvolte nel circuito penale.
Ed è soprattutto in questo contesto, caratterizzato da elementi che inducono forti stress a chi lo vive, che i dati relativi ai Disturbi da uso di sostanze e patologie psichiatriche emergono in modo evidente rispetto a chi è in libertà.
I dati presentati dall’Associazione Antigone parlano di un quarto dei detenuti presenti in carcere con Disturbi da uso di sostanze e oltre un terzo di detenuti con una terapia psichiatrica in atto.
Anche se le sostanze in carcere non ci dovrebbero essere, in alcuni istituti è ancora “(…) presente l’alcol e soprattutto i farmaci, la cui gestione rappresenta una grave complessità per il medico che opera nella struttura”.
In particolare l’alcol dove presente “(…) rappresenta una buona soluzione sostitutiva delle sostanze d’abuso e comunque una facile possibilità di stordimento per chi vi si trova recluso“.
Per il professionista che deve organizzare un percorso di cura trovarsi di fronte a situazioni che vedono la compresenza di condizioni di malattia mentale e dipendenza implica di fatto “(…) possedere nozioni sulle caratteristiche farmacologiche delle maggiori sostanze d’abuso e conoscerne gli effetti, sia conoscere le caratteristiche delle patologie psichiatriche”.
Altro elemento che va considerato in carcere nella trattazione della comorbilità è la relazione che si instaura tra questa e la violenza, sia nella forma attiva che subita. Relazione confermata da un rapporto dell’OMS del 2009 in cui si evidenzia come la comorbilità possa aumentare la probabilità di essere vittime e/o autori di violenza, complicando ulteriormente la situazione, anche per chi ha il compito di fare una diagnosi.  Rispetto a quest’ultimo punto l’autore dell’articolo, Giovanni Luca Galimberti – Direttore f.f. UOC Dipendenze, DSMD, ASST Monza- che: “L’attuale organizzazione dei Servizi con la netta distinzione tra Servizio Psichiatrico e Servizio per le Dipendenze non facilita lo svolgimento del processo diagnostico e di presa in carico del paziente con comorbilità, anzi richiama e ripropone con forza un’idea di doppio e di separatezza”.
Un separatezza non solo a livello organizzativo, ma forse anche di approcci culturali e clinici che stentano a parlarsi.
Si ha l’impressione, che da una parte ci si concentri essenzialmente sugli aspetti organicisti e farmacologici, con approccio medico-centrico (Psichiatria), mentre dall’altro (Dipendenze) ci si concentri maggiormente “(…) sulle problematiche sociali, collegate alle tematiche della devianza, con un approccio di stampo sociale e pedagogico, frequentemente poco supportato da evidenze scientifiche”.
Queste differenze di approccio hanno poi delle ricadute sul modello operativo di trattamento che si adotta per ogni singola situazione e che, a prescindere da quello scelto, dovrebbe prevedere una presa in carico comune tra i due Servizi.
Una presa in carico che dovrebbe prevedere la creazione di un gruppo di lavoro multidisciplinare, finalizzato non solo alla costruzione di un percorso terapeutico idoneo, ma anche per la tutela degli operatori e operatrici che troppo spesso di trovano da soli ad affrontare queste situazioni.

 

Ti potrebbe interessare anche
28 Giugno 2026

Cocaina e cambiamenti nella fauna acquatica: uno studio sui salmoni

Già sugli squali sono stati condotti studi simili sulle coste brasiliane

27 Giugno 2026

Nicotina per tutte le tasche

Il mercato offre prodotti a base di nicotina sempre più convenienti

26 Giugno 2026

Libro Bianco sulle droghe: XVII edizione

Un'analisi dettagliata delle politiche italiane sulle sostanze

25 Giugno 2026

Condizioni igieniche e di sicurezze non più sostenibili

Sequestrate alcune sezioni del carcere fiorentino di Sollicciano

24 Giugno 2026

Basaglia e i suoi

un podcast sulla storia della psichiatria italiana

23 Giugno 2026

Il ritratto dei nuovi consumi

meno sigarette, più nicotina

22 Giugno 2026

Invecchiare con l’HIV

Il 5 giugno si celebrano i Long Term Survivors

22 Giugno 2026

Rapporto europeo sulle droghe 2026

Rapporto dell'EUDA sulla situazione della droga in Europa

21 Giugno 2026

Tra psicofarmaci e droghe: una riflessione

Oggi la barriera che separava ancora farmaci e droghe è stata abbattuta

20 Giugno 2026

WAX e miscele psicoattive

Espongono i consumatori a rischi esponenziali e imprevedibili

19 Giugno 2026

GENERICAMENTE

un podcast sulla medicina di genere

18 Giugno 2026

Conferenza Internazionale sull’AIDS: 26ª edizione

Si terrà a Rio de Janeiro dal 26 al 31 luglio 2026

18 Giugno 2026

Dipendenza da videogiochi

alcuni generi sono più rischiosi di altri

17 Giugno 2026

L’importanza di riconoscere i disturbi alimentari in età precoce

un caso studio inglese

16 Giugno 2026

Si abbassa a tredici anni la contraccezione gratuita

La regione Toscana è tra le prime esperienze in Italia

16 Giugno 2026

Il progetto Poggio Asciutto compie 40 anni.

La Comunità Terapeutica pubblica è riuscita in questi anni a rispondere adeguatamente ai bisogni degli utenti

15 Giugno 2026

Come sta cambiando il consumo di tabacco

La situazione tra i giovani toscani

14 Giugno 2026

Gorgona: il documentario che osserva da vicino l’ultima colonia penale agricola d’Europa

13 Giugno 2026

Chemsex, un fenomeno sempre più visibile

tra ricerca di libertà e rischi per la salute

12 Giugno 2026

Social media e meccanismi di attivazione

Capire i meccanismi di funzionamento aiutano a trovare strategie per regolare l'utilizzo