GIOCO D’AZZARDO IN ITALIA: URGENTE UNA LEGGE DI RIORDINO DEL SETTORE

una crescita poco controllata del mercato del gioco

di fronte al vertiginoso aumento di denaro e di giocatori, risulta molto contradditoria la strategia perseguita dallo Stato, che ha liberalizzato il gioco al fine di contrastarne le forme illegali, ma non ha saputo governare il fenomeno.

data di pubblicazione:

21 Maggio 2023

Massimo Masetti, vice sindaco di Casalecchio di Reno e referente di Avviso Pubblico sul tema dell’azzardo, interviene sul fenomeno della crescita poco controllata del mercato del gioco, che dal 2006 al 2021 ha visto quintuplicare il volume di denaro della raccolta, a fronte di una minore crescita delle entrate per l’Erario. Tuttavia, di fronte al vertiginoso aumento di denaro e di giocatori, risulta molto contradditoria la strategia perseguita dallo Stato, che ha liberalizzato il gioco al fine di contrastarne le forme illegali, ma non ha saputo governare il fenomeno. “Lo Stato ha creato una fetta di fruitori che il gioco illegale non avrebbe mai raggiunto, contribuendo inoltre allo sviluppo di una generazione di ragazze e ragazzi, giocatori online: un fenomeno aperto anche ai minorenni di cui non si percepisce appieno la pericolosità. Sono esposti al rischio, senza che lo sappiano, anzi pensando che possano ottenere un guadagno lecito e proficuo dal gioco.” Secondo Masetti, è urgente arrivare in tempi rapidi a una legge di riordino del settore, che affronti in modo adeguato i numerosi problemi aperti dalla liberalizzazione del gioco e dall’enorme marketing che vi si è sviluppato: “Siamo arrivati ad oggi con un calcolo approssimativo di una spesa di 2229 euro pro capite utilizzata per il gioco d’azzardo. È più di un campanello d’allarme a cui lo Stato devo trovare il modo di rispondere, intervenendo, al più presto, con una legge di riordino del settore. Sono dieci anni che ne parliamo e che la chiediamo. Deve essere una legge condivisa che abbia come asse portante la salute dell’individuo non le entrate dello stato o delle concessionarie. Basterebbe basarsi sulla Costituzione. Diversi sono gli attori da coinvolgere, dal Ministero della Salute a quello delle Finanze e del Lavoro fino agli enti locali e all’associazionismo. Finora siamo arrivati solo ad una bozza durante l’ultima legislatura: nata all’interno del Ministero dell’Economia e Finanze, non si è riusciti a condividerne il contenuto che esprimeva solo un concetto “a parità di gettito erariale”. Questo era il punto di partenza e quanto si chiedeva venisse garantito. Oltre allo scopo ribadito della salvaguardia delle persone, si potrebbe invece partire dall’evidenza: ridurre l’offerta di gioco può diminuire il numero dei giocatori. La legge dovrebbe muoversi in questa direzione, invece soprattutto nel comparto dell’azzardo ci troviamo sempre di fronte ad una gestione basata su proroghe e deroghe alle concessionarie.”

Infine, Masetti sottolinea i pericoli finora non contrastati legati alla diffusione dei giochi e delle piattaforme online.Oltre ad avere aumentato la platea di fruitori, raggiungendo nuove fasce di popolazione, il gioco online presenta rischi specifici, ad esempio la mancanza di un quadro normativo chiaro che ne fissi le regole.  “Il pericolo può diventare incalcolabile se non si interviene al più presto, soprattutto per quello che riguarda il gioco d’azzardo online. Sin dall’inizio della sua diffusione, databile nel 2017, è stato due passi avanti rispetto ad un possibile controllo dello Stato, mentre ha subito registrato una crescita nel numero dei giocatori e nei guadagni in grado di erodere nella competizione qualsiasi gioco fisico. Nel 2020 le restrizioni per contenere il covid hanno consolidato la situazione che ha visto nel 2021 il sorpasso: il 64% dei 110 miliardi di euro giocati provengono dai giocatori online. Preoccupa la presenza massiccia di minorenni che riescono ad aggirare facilmente i divieti previsti: non c’è controllo fisico, si verifica solo la validità della carta di credito. A fronte della chiusura di 1800 siti illegali l’anno grazie all’attività della Guardia di Finanza e della Polizia postale, si stima ce ne siano dieci volte tanti che non rispettano le regole. È una sfida impari in cui si parte in salita non essendo nemmeno attrezzati da un punto di vista normativo per tentare di porre dei paletti in questa parte ancora più oscura del settore. Basti pensare alle scommesse virtuali: ci sono giochi online in cui si punta sulla morte di personaggi famosi, per non parlare delle loot box, i forzieri virtuali dei gamers nei giochi accessibili da consolle, con cui si scommette usando moneta virtuale acquistata attraverso quella reale. Si arriva nel meta verso ai casinò virtuali, alle criptovalute, ai bitcoin fino al trading online, oltrepassando i confini del controllo individuale e sociale per decretare spesso lo sfaldarsi di piccoli o grandi patrimoni con il serio rischio di finire vittime di falsi esperti o peggio di usurai. Il 78% di coloro che hanno investito i propri risparmi attraverso questa modalità ha perso.”

 

 

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