“DISINTOSSICARSI” DALLA TECNOLOGIA: NE PARLA GIUSEPPE LAVENIA

Intervento all'interno del "Disconnect Day - una giornata senza smartphone"

All'aumento di relazioni mediate dai social e dai dispositivi digitali, inoltre, corrisponde spesso un impoverimento delle relazioni in persona.

data di pubblicazione:

8 Maggio 2023

In un’intervista Giuseppe Lavenia, psicologo, psicoterapeuta, presidente dell’associazione Di.Te., autore di “Mio figlio non riesce a stare senza smartphone” e “Le dipendenze Tecnologiche. Valutazione, diagnosi e cura” editi da Giunti, illustra le motivazioni dietro l’evento “Disconnect Day – una giornata senza smartphone” svoltasi il 6 maggio a Fabriano (AN). Lavenia sottolinea come, anche prima della pandemia, l’uso intensivo di smartphone e dispositivi digitali fosse dilagato in ampie fasce di popolazione, ponendo molti rischi di utilizzo improprio, dipendenza,  specie per i più piccoli. All’aumento di relazioni mediate dai social e dai dispositivi digitali, inoltre, corrisponde spesso un impoverimento delle relazioni in persona. Di seguito si riportano alcuni brani dell’intervista, la cui versione integrale è consultabile sul sito di interris.

“Come è nata l’idea di Disconnect Day?

“E’ partita come una provocazione, ma col tempo è diventata una sorta di necessità: ritrovarsi ed avere un momento di detox dalla tecnologia per riappropriarci di tutto ciò che abbiamo vicino e intorno a noi, fuori dallo schermo. Serve insomma per prenderci un momento di libertà dalla vita online. Noi siamo tutti iper connessi e abituati ad utilizzare per molte ore al giorno lo smartphone. E’ questa un’abitudine che in certi casi diventa abuso o vera e propria dipendenza. Siamo tutti distratti alla vita reale. Le distrazioni digitali – dal web alle chat, dai social alle news – non permettono di accorgerci delle bellezze che abbiamo intorno a noi: le bellezze artistiche della nostra città o quelle naturalistiche dell’ambiente che ci circonda. Ma gli smartphone ci distraggono anche dagli amici, dai rapporti umani, dalle persone care, dai contatti vis a vis, non mediati da mezzi tecnologici. L’evento è nato dunque dalla necessità di fare una riflessione sull’utilizzo della tecnologia, su come noi ci rapportiamo ad essa e su come la gestiamo nel quotidiano”.

Il Covid ha incrementato questo sovrautilizzo della tecnologia?

“Certamente sì. Il Disconnect Day serve anche a far riflettere sul fatto che la nostra vita è pensata per essere sociale e non social. La differenza sembra banale ma è sostanziale. In questi anni – anche a causa dei cambiamenti imposti dalla pandemia – abbiamo infatti vissuto una vita molto più social che sociale. E’ ora di riequilibrare le cose”.

C’è stato un episodio specifico – di cronaca, di vita quotidiana o professionale – che l’ha ispirata alla creazione del Disconnect Day?

“Ce ne sono stati moltissimi, purtroppo. A partire dai tanti casi di cyberbullismo che quotidianamente registriamo attraverso l’Associazione Nazionale Di. Te. il cui obiettivo è quello di porsi come una risorsa professionale, innovativa e di qualità dedicata alla sensibilizzazione, alla prevenzione e al trattamento delle dipendenze tecnologiche, del gioco d’azzardo patologico e dei fenomeni internet correlati, come ad esempio il cyberbullismo. Nello specifico, i professionisti dell’Associazione si occupano a vario titolo di dipendenze tecnologiche e dei fenomeni correlati all’uso disfunzionale di internet dal 2002. Ma anche i casi di cronaca legati alle famigerate challenge, alcune delle quali finite in tragedia. Un 30% di bambini della fascia 9-13 anni (che per legge non potrebbero neppure usare autonomamente i social fino a 14 anni) hanno partecipato ad una challenge pericolosa. Ne girano tante in rete. Dopo l’ultima nota come ‘cicatrice francese’ – una ‘sfida’ che ha spopolato su Tik Tok in cui si invitano i ragazzi a procurarsi un atto autolesionistico: un livido sul volto autoinflitto con un forte pizzicotto che lascia il segno per alcune settimane e che ha preoccupato non pochi dirigenti scolastici delle scuole medie –  ora ce n’è una ben più pericolosa legata alla sessualità”

Ti potrebbe interessare anche
15 Maggio 2026

Il consumo di crack in una società in crisi di relazioni

Servono servizi a bassa soglia per la riduzione del danno che incontrino i consumatori

14 Maggio 2026

Un nuovo CPR in Toscana?

Una questione ancora aperta

13 Maggio 2026

L’emergenza sommersa dei minori stranieri non accompagnati

Tra consumo di sostanze e salute mentale

12 Maggio 2026

Symposium WTFC Genova 2026

uno dei principali momenti di confronto tra le comunità terapeutiche di tutto il mondo

11 Maggio 2026

Fumo di tabacco e riduzione dei rischi

Le politiche di riduzione dei rischi di Svezia e Nuova Zelanda

10 Maggio 2026

Onde di salute

Un podcast che riflette sulla salute in un'ottica di genere

9 Maggio 2026

Profilassi HIV e farmaco a lunga durata

Approvato da AIFA il primo farmaco iniettabile

8 Maggio 2026

I passi avanti della psilocibina

Curare la depressione col principio attivo dei funghi allucinogeni

7 Maggio 2026

Lavoro di riduzione del danno e tutele per gli operatori

Il CNCA nazionale vicino alla cooperativa Borgorete e ai suoi operatori rinviati a giudizio

7 Maggio 2026

Il consumo di droghe e la conseguenze sui lavoratori

Le sanzioni non possono essere l'unica strada da perseguire

6 Maggio 2026

Svezia: calo importante dei fumatori di sigarette

Aumentano i consumatori di prodotti alternativi a base di nicotina

5 Maggio 2026

Ketamina e utilizzi nella sanità pubblica

Norvegia e Francia la usano per curare la depressione e le crisi suicidarie

4 Maggio 2026

Sostanze psicoattive e sicurezza nei luoghi di lavoro

La Legge diventerà più flessibile nei controlli

3 Maggio 2026

Quando il cammino diventa educazione

l’esperienza di Lunghi Cammini

2 Maggio 2026

Illuminismo psichedelico

Il podcast sugli psichedelici

30 Aprile 2026

Aprile – il mese della prevenzione alcologica

I nuovi modelli di consumo

29 Aprile 2026

Videogiochi e criteri di valutazione dei rischi

una classificazione che va incontro all'esigenza di limitare i rischi per i giovanissimi

28 Aprile 2026

Alcohol Prevention Day 2026

Sono disponibili i materiali presentati in occasione della giornata

27 Aprile 2026

Droghe e modelli di consumo: la teoria di Zimberg

Secondo Zimberg la maggioranza dei consumatori non sviluppa dipendenza né perde il controllo della propria vita

26 Aprile 2026

Raccolta e utilizzo dei dati nel gioco d’azzardo

L'utilizzo dei dati potrebbe servire anche come strumento di prevenzione

Panoramica privacy

Dati Personali trattati per le seguenti finalità e utilizzando i seguenti servizi:

Mailing list o newsletter

Dati Personali: cognome; email; nome

Modulo di contatto

Dati Personali: cognome; email; indirizzo fisico; nome; numero di telefono

Google Analytics

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Google Fonts

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Informazioni di contatto

 

Titolare del Trattamento dei Dati

Azienda AUSL Toscana Centro
Sede legale Piazza Santa Maria Nuova, 1 - Firenze P.I. e C.F.: 06593810481

Indirizzo email del Titolare: info@cesda.net